Riscossione coattiva di quasi 10 milioni di euro. Le azioni lasciate in sospeso dalla Iap. Il vicesindaco Gigi Bove: “Atto dovuto, di giustizia sociale e fiscale verso chi paga”.

MADDALONI- Numeri impressionanti. E’ proprio vero: un contribuente maddalonese su due non paga i tributi comunali. Ed è vera pure la tendenza che, per il 2019, fissa ad misero 43 per cento quanti sono in regola con i pagamenti. E la crisi economica non c’entra. C’entra la Iap (amatissima da qualche consiglio comunale fa) che ha lascito molte insolvenze: quasi 10 milioni di euro di non riscosso. Chiediamo lumi al vicesindaco Gigi Bove, titolare della delega alle finanze.

Gigi Bove

Come appena, il nascente Ufficio Unico delle Entrate ha cominciato a mettere ordine negli archivi sono emerse falle imbarazzanti…

Ripetere qui che la stagione delle esternalizzazioni per forza è stata un disastro, anche sotto il profilo contabile oltre che per i disservizi è un eufemismo. E’ bastato rimettere in sesto le carte (volture dei contatori, intestazioni a defunti, letture mai fatte e molto altro) per scovare buchi enormi.

Ma adesso, avete emesso ruolo coattivi per quasi 10 milioni di euro. Una vera stangata…

E’ un dato che fa disaggregato e contestualizzato.

Diamo i numeri allora…

Certamente. Per il 2014 sono pronti ruoli coattivi per canoni idrici non riscossi pari a circa due milioni di euro. Si tratta di procedure che la Iap non ha mai completato. E il comune passa la dovuta riscossione.

Ma c’è molto altro…

Ci sono anche imposte che, per la loro natura, dovrebbero essere difficile da evadere. Per esempio, la riscossione coattiva di 790 mila euro di Imu e Tasi non riscossa.

E come siamo messi, per il 2014, con la Tari cioè la tassa sui rifiuti che è la più evasa?

C’è una mancata riscossione nel 2014 che ammonta a circa 2,4 milioni di euro. Questi soldi vanno recuperati: oltre ai furbi e agli evasori impenitenti non può essere la burocrazia a fare regali inaccettabili. La riscossione coattiva prima di essere un atto dovuto è un atto di giustizia sociale e fiscale.

E’ una azione fortemente repressiva rispetto agli anni dell’anarchia totale. O no?

Non lo è. E’ un atto di buon governo e equità sociale. Useremo, se mi si passa l’espressione il metodo della carota e del bastone. Accomodanti e disponibili a transare e trattare con chi vuole mettersi in regola. Determinati con chi rifiuta ogni forma di regolarizzazione.

Ma c’è ancora dell’altro?

Certo che c’è dell’altro: nell’ambito dei contenziosi e dei crediti non riscossi sono stati emessi atti di precetto per 4,5 milioni di euro. Una cifra importante.

Ma anche difficile da riscuotere…

Intanto, vanno avviate le procedure e ci proveremo ad ottenere il massimo cioè l’esatto contrario del vivere e lascia vivere che ha determinato questa grave situazione di insolvenza riconducibili a gestioni non proprio ottimali. E questo va di pari passo con la politica di rottamazione dei contenziosi che ha portato il monte di potenziale soccombenza da 21 milioni di euro a soli sette. E contiamo di ridurre e realizzare ancora altri risparmi.

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