Project financing verso lo scioglimento dell’accordo comune-privati. All’ente, i suoli dove sorgerà il nuovo stadio. Alle imprese la gestione delle istallazioni fotavoltaiche

MADDALONI- Archiviato un altro megaprogetto finito nel nulla. Con una conferenza dei capigruppo, il sindaco Andrea De Filippo ha annunciato la fine dell’ennesima telenovela amministrativa: il nuovo stadio non si farà con i progetti di finanza. Ma attraverso l’accesso al credito sportivo. E ovviamente non nascerà il Centro polifunzionale, annesso all’ospedale, al posto dell’attuale campo Cappuccini. Quello tra il comune e gli imprenditori sarà un divorzio consensuale attento ad evitare contenzioso pluriennali. Dopo oltre dieci anni di attesa,  il destino dei project financing sembra segnato. E’ emersa la volontà condivisa di non procrastinare attese e interventi ancora non giunti alla fase operativa. Facciamo il punto: dopo infortuni burocratici, ricorsi al Tar, ritardi e immancabili rimodulazioni progettuali arriva lo stop. Non ci sono più le condizioni per edificare il nuovo stadio atteso da 70 anni, con fondo in erba sintetica, una tribuna capace di 1400 spettatori e 300 posti auto. Ancora meno è considerata fattibile e realistica, la costruzione  di un centro sanitario polifunzionale composto da ben due palazzine, dotate di front-office, più una palestra riabilitativa e servita da posti auto sotterranei.  Le parti ancora non si sono dette addio. Ma hanno posto le condizioni per una rescissione consensuale degli accordi. Insomma, si farà la contabilità degli investimenti e delle opere realizzate per addivenire ad un accordo finale. delle due le opzioni in  campo (divorzio con reciproco riconoscimento dei diritti maturati) e pure una ulteriore progettazione tutta da approvare e valutare ne è rimasta in piedi solo la prima. Insomm,a il comune si riprende i suoli su cui sorgerà il nuovo stadio. Ai privati va la gestione pluriennale dei pannelli fotovoltaici di via de Curtiis.

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