Napoli, arriva la tregua: ora sarà il campo a parlare

di Luigi Ottobre

Alle 13 l’incontro tra il presidente e la squadra: unità la parola d’ordine

Sarebbe stato meglio se tutto non fosse accaduto o quantomeno si fosse svolto nel più grande dei silenzi, anche solo per dare un senso al famoso detto “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Sarebbe stato ancora meglio se una soluzione si fosse trovata nell’immediato, quanto prima, giusto per evitare di continuare ad allungare una striscia di risultati sconsolanti, con il rischio – poi avvenuto – di veder complicare obiettivi alla portata di una squadra che aveva tutte le carte in regola per poter stare lassù, in lotta per traguardi importanti. Perché non si batte il Liverpool al San Paolo e non si esce indenni da Anfield Road nella stessa stagione se non si possiedono qualità importanti. Il problema nasce se quelle che hai non vengono sfruttate appieno, in maniera costante: ed è uno, o forse l’unico, limite del Napoli.

Alla fine la tregua tanto attesa è arrivata: non importa se solo di facciata, circostanziale o occasionale; non importa se ci si trova di fronte ad cessate il fuoco siglato nell’attesa di tempi migliori che possano ricucire strappi e rinsaldare rapporti o semplicemente limitato nel tempo che ha il suo termine fissato al 24 maggio 2020, quando la stagione si concluderà e ognuno trarrà le proprie conclusioni. C’era un aspetto più importante ora che aveva la priorità su tutto: ribadire quell’unità di intenti già sottolineata da Ancelotti il giorno prima del match contro il Liverpool ma che si faceva fatica a cogliere dopo le vicende dell’ultimo mese. E invece il pareggio in terra inglese ha dato credibilità alle parole del tecnico partenopeo, mostrando un gruppo pronto a ripartire e a trovare continuità, ben conscio che può essere ottenuta se c’è la volontà al sacrificio, che diventa sopportabile quando si rema tutti dalla stessa parte.

Mancava solo un ultimo tassello, l’incontro chiarificatore con la società, per suggellare l’unità perduta e ritrovare un dialogo che porti a risolvere i problemi di una crisi che dura da troppo tempo. Le multe saranno pagate e non può essere altrimenti, nel frattempo è nato un patto chiaro e semplice, tuttavia fragile e da preservare: ci sono degli obiettivi da raggiungere, alcuni più complicati degli altri ma tutti ancora alla portata. Si ricomincia domenica col Bologna al San Paolo: ora nessuno può più sbagliare.

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