CORONAVIRUS. Prevenzione vista di medici. Il dott. Sandro Correra: “Insistere sulle misure di distanziamento sociale”

MADDALONI- La curva dei contagiati, per semplice estensione statistica, è destinata a crescere e forse a lungo. Ne parliamo Alessandro Correra, medico di famiglia e da sempre impegnato sulle problematiche ambientali e sanitarie che affliggono il territorio.

Da conoscitore anche della realtà maddalonese, la curva dei contagi giocoforza è destinata a far registrare altri casi?

Statisticamente è così. E già questo basterebbe per dire che vanno osservate scrupolosamente tutte le prescrizioni ed evitare con scientificità maniacale qualsiasi forma anche inconsapevole o involontaria di assembramento. Anche quelle che si generano per le attività necessarie come fare la spesa o andare in farmacia.

Quindi va bene l’iniziativa della spesa a domicilio?

Da medico dico che ci vorrebbe più coraggio. Sarebbe necessario uno stop ancora più spinto per qualche settimana. Serve un distanziamento sociale prolungato per fermare la naturale evoluzione. Non c’è altra soluzione per arginare il contagio.

Ma da medico come vive questa pandemia?

In base alla mia esperienza, quest’anno, ci sono stati molti casi (a partire da dicembre) di polmoniti atipiche, di febbri persistenti o più lunghe del solito o comunque una maggiore persistenza di sindromi influenzali e di febbricole persistenti. In questo caso, ragionando su vasta scala e a livello internazionale, i primi casi di contagio conclamato vanno interpretati come contagi di seconda o terza generazione. E poi c’è il problema degli asintomatici che sono quelli più pericolosi e che sono più difficili da contenere. Ecco perchè il distanziamento sociale è l’unica arma veramente efficace.

E le protezioni individuali?

Servono senza dubbio. Ma esiste un problema di approvvigionamento. Anche noi medici siamo costretto a organizzarci per ottenere il necessario. Ma non è tempo di polemiche.

A proposito di distanziamento sociale, la dematerilizzazione delle ricette comporterà la fine delle fila dal medico di famiglia?

Ad onore del vero la dematerializzazione era cominciata ed esisteva anche prima. Solo che, per uno strano paradosso, valeva solo per le ricette bianche. Quelle rosse tradizionali si ritiravano ancora a mano. Insomma, ci voleva la pandemia per arrivare alla digitalizzazione integrale degna di un Paese avanzato. Quindi, con la pandemia si è realizzata una riforma urgente e necessaria. In pratica, con la dematerializzazione il codice delle ricette può essere inviato via mail e via sms. Basta il codice per andare in farmacia dove può essere inviato anche via mail e via sms.

E quali sono i risultati?

Diciamo che esiste uno zoccolo duro di ostinati che non rinunciano di andare dal medico solo per le ricette. Ma una percentuale significativa sta cominciando ad utilizzare il nuovo sistema. la rivoluzione, in questo campo, è cominciata.

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