Chiusura obbligatoria del “Ponte Vapore”. Fabrizio Crisci (Comitato Abc): “Era ora. Ma, la battaglia continua”

MADDALONI- “Bene, bravi, bis”. Il Comitato Abc saluta con soddisfazione il provvedimento della magistratura di sequestro del Ponte Vapore per fermare lo strapotere dei Tir e la indifferenza verso i rischi che corrono i convogli ferroviari sottostanti. Ne parliamo con Fabrizio Crisci presidente del Comitato Abc che, con la sua denuncia, ha sollevato la questione dei pericoli taciuti.

Che effetto fa il sequestro?

Dopo 17 mesi, era ora. Ricorso che i transennamenti e le restrizioni di carreggiata sono stati violati, sbeffeggiati, derisi. Nel Paese del ponte Morandi che si commuove solo ai funerali delle vittime non interessa a nessuno cancellare i rischi. Fabrizio Crisci, che è stato l’unico a portare l carte in Procura, ricostruisce la storia del Ponte Vapore.

Sorpreso, del provvedimento?

E’ una benedizione. Al cospetto di rischi certificati e dell’indifferenza collettiva servono provvedimenti di autorità. E’ questa la storia del Ponte Vapore. Per anni, i documenti ufficiali erano stati abilmente occultati. Per caso, e certamente non da fonti maddalonesi e tantomeno dai partiti, abbiamo avuto indicazioni sui pericoli collegati al transito sul ponte. Poi, un bel giorno un non maddalonese ha squarciato il velo dell’omertà trasversale.

E che è successo?

Abbiamo portato le carte in Procura ed è stato aperto un fascicolo. Così, sono state introdotte le restrizioni di carreggiata e i divieti di transito ai Tir che sono stati, con consenso unanime, sempre violati.

Consenso unanime?

La verità è che esiste una certa avversione, anche di alcuni residenti, a cambiare le cose. Meglio il passaggio dei Tir sotto il balcone di casa che il miglioramento della viabilità, della vivibilità, della sicurezza. Se la magistratura ha ordinato lo stop alle incursioni dei Tir è un provvedimento che va sostenuto. Basta con le ipocrisie. Ci si lamenta di tutto. Poi si fa di tutto affinchè nulla cambi. La grande malattia di questo territorio è l’omertà: tutti sanno (su abusi e soprusi) e nessuno osa denunciare. Addirittura, si vociferava che qualcuno lamentava ipotetici danni economici per la restrizione di carreggiata. E’ come se il commercio al dettaglio si reggesse sulla spesa dei camionisti. Un’assurdità. Ben venga l’intervento della Procura, così anche le lamentele potranno essere opportunamente vagliate.

Cosa la inquieta di più?

Non sono bastati 17 mesi per aprire i cantieri. Eppure è tutto pronto. Sembrerebbe che manchi il consenso finale della Soprintendenza. Mi inquieta che si è attenti ai cavilli e meno ai rischi che corrono le persone che viaggiano sui treni sottostanti e all’inferno quotidiano di chi vive in quelle zone.

Pensa che questo provvedimento possa servire?

E’ arrivata prima la magistratura come in tutta questa storia che è cominciata con la magistratura. Senza provvedimenti d’autorità certe inerzie o resistenze non saranno rimosse.

Ma da mesi fate contestazioni. Su cosa?

Abbiamo fatto la battaglia contro l’omertà tutti sapevano, molti si lamentava e nessuno denunciava). Poi abbiamo contestato le opere di restrizione della carreggiata, secondo noi, assolutamente inadeguate per fermare i Tir. Poi abbiamo contestato la totale indifferenza dei consiglieri comunali, sempre in prima fila a fare critiche, ma che mai si sono mobilitati affinchè le procedure burocratiche fossero accelerate.

In che senso?

Nessuno ha mai voluto sollevare il caso. E nessuno ha mai voluto sollecitare procedure veloci. E vedrete che, se incominceranno i lavori, ci saranno pure proteste nonostante la realizzazione di un’opera necessaria. La verità è che i consiglieri comunali tutti, nessuno escluso, sono bravi a recitare la solita poesia delle periferie abbandonate. Ma quando devono fare una battaglia, che magari non ha un ritorno elettorale, non li spostano nemmeno le cannonate. Sono gli stessi che poi sono sempre in prima fila quando (da buoni scudieri) devono plaudire al consigliere regionale di turno (vicino e lontano). Ma mai si sono impegnati con i loro referenti per rimuovere un ostacolo sul territorio. Al massimo, si intestano meriti e partecipano alle cerimonie di taglio del nastro. Tutti gli altri criticano e chiedono le dimissioni di questo o di quello. Non conoscono altro ruolo che quello del comprimario.

Ma allora i meriti della battaglia sulla sicurezza del Ponte Vapore e la sua sostituzione di chi sono?

Di quanti si sono spesi davvero. E sono davvero pochi. Gli altri continuano ipocritamente a fare gli spettatori interessati o i tutori degli interessi di parte.

E’ d’accordo con il sindaco che non vuole adempiere le prescrizioni della magistratura?

Certo che sono d’accordo. Che senso ha adeguare la carreggiata e spendere soldi su una struttura che deve essere abbattuta? Si proceda invece all’apertura dei cantieri.

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