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servizio a cura di ALFREDO FERRARA

Era il 1956 quando ad un giornalista italiano, Sergio Pugliese, venne l’idea di proporre all’Unione Europea di Radiodiffusione un format musicale sulla falsa riga del Festival di Sanremo. L’idea piacque molto a vertici dell’UER che la trasformarono in realtà e nacque il primo Festival della Canzone a livello internazionale: l’Eurovision Song Contest. Da quel lontano evento del ’56, cui parteciparono 7 paesi, oggi nel 2021 ne partecipano 39, in rappresentanza di quasi tutti i Paesi Europei oltre ad Israele e l’Australia. Infatti, per partecipare requisito minimo è che le canzoni siano scelte da un emittente nazionale, di qualsiasi parte del mondo, che sia socia o associata con l’UER, ecco per cui nel corso della storia dell’Eurovision vi sono stati come concorrenti anche nazioni al di fuori dei confini geografici e politici dell’Europa.

La cantante svizzera Lys Assia, prima vincitrice dell’Eurosong nel 1956

Attraverso le colonne web di GiornaleNews vi racconteremo l’imminente edizione, che si terrà quest’anno all’Ahoy Arena di Rotterdam in Olanda con la prima semifinale il 18 maggio, la seconda semifinale il 20 e la finalissima il 22. Una manifestazione che viene vista da un centinaio di milioni di spettatori in tutto il globo, con punte che arrivano a toccare anche gli 800 milioni, un contest canoro che è stato l’inizio per carriere sfolgoranti come quelle degli ABBA e di Celine Dion. Vi faremo scoprire i favori, gli outsider, le potenziali hits, le storie più particolari legate agli artisti in gara ma, non dimenticheremo i momenti storici di una competizione che attraverso la musica ha saputo unire l’Europa ancora prima di mandati e geografie politiche. Quest’anno ci sono canzoni e cantanti di uno eccezionale spessore, come ad esempio gli Hooverphonic dal Belgio, gruppo con 15 album all’attivo e 36 anni di carriera alle spalle. Oppure come Ana Soklic dalla Slovenia che vanta collaborazioni con artisti del calibro degli U2, Elthon John, oltre ad essersi esibita davanti a personalità quali Barak Obama e Papa Francesco.

SENHIT, cantante eritrea di orgini italiane in gara per la Repubblica di San Marino (ph. Fabrizio Cestari)

Ancora, come la bolognese Senhit in rappresentanza di San Marino che si esibirà con il famoso rapper statunitense Flo Rida. Da segnalare Tix dalla Norvegia che nonostante sia affetto da sindrome di Tourette canta in modo angelico, durante l’esibizione della prima semifinale scopriremo il perché. Tusse dalla Svezia di appena 19 anni, nato nella Repubblica Democratica del Congo è dovuto scappare dalla guerra all’età di 5 anni e ne ha passati ben tre in campo profughi, arrivato in Svezia da solo, prima di essere poi adottato; tra l’altro la sfortuna perseguita questo ragazzo che a metà aprile ha dovuto subire un intervento alle corde vocali, ma i dottori gli hanno fortunatamente dato il via libera per il prestigioso appuntamento olandese. Davvero ogn’uno dei 39 artisti meriterebbe un articolo a sé. L’Italia non nasconde le sue velleità di vittoria dopo le recenti belle affermazioni di Francesco Gabbani, della coppia Ermal Meta/Fabrizio Moro e soprattutto di Mahmood andato davvero vicino all’impresa. Un anno fa non ci fu gara a causa della pandemia mondiale ma, Diodato con il suo show da brividi nell’Arena di Verona vuota, fu di gran lunga il vincitore morale. Per l’edizione 2021, L’Italia non nasconde le sue velleità di ben figurare calando l’asso dei Maneskin che due mesi fa vincevano un Festival di Sanremo impossibile da dimenticare ed accettavano l’invito della RAI a concorrere all’EuroVision. Saranno in gara con il brano “Zitti e Buoni” che ha trionfato al Festival, con l’edulcorazione di alcune espressioni esplicite. Damiano e compagni arrivano a Rotterdam un album già disco d’oro (Teatro d’Ira Vol.1) e quattro date sold out per i live di Roma e Milano del prossimo dicembre.  

6 marzo 2021: i Maneskin vincono il 71° Festival di Sanremo con il brano “Zitti e Buoni”