Continua il nostro viaggio tra le “pillole” del Teatro Alambra di Maddaloni, il monumento della cultura e dello spettacolo che per oltre un secolo ha dato lustro alla città grazie soprattutto alle rassegne teatrali capaci di confezionare cartelloni di prim’ordine con artisti e titoli di carattere nazionale che permettevano alla sala della famiglia Barletta di vivere indimenticabili serate di gala. In quel fine di novembre del 1997, passeggiando per Corso I° Ottobre si poteva notare, sui marciapiedi esterni del cine-teatro, i classici manifesti giganti che annunciavano il prossimo spettacolo in programma. Con una piccola ma significante intrusione. La particolarità era data da un foglio bianco che ne richiama l’attenzione. Cosa c’era scritto su quel pezzo di carta aggiunto che rompeva la sacralità della locandina? Il mistero era subito risolto, il messaggio inequivocabile: “Il Teatro è Tutto Esaurito”.

Gino Rivieccio tra le poltrone del Teatro Alambra e Pamela Prati sulla tradizionale scalinata da rivista

A pochi giorni dalla rappresentazione non era rimasto nulla da vendere, nemmeno la famigerata terza fila in galleria e gli strapuntini laterali, la soluzione disperata last minute. Il Teatro Alambra, quel 25 Novembre 1997, avrebbe messo il vestito a festa, una festa non casuale che avrebbe riportato indietro nel tempo gli spettatori ma soprattutto chi ha vissuto un genere troppo presto mandato in pensione. A riportarlo a nuova vita ci avevano pensato due beniamini del pubblico: Gino Rivieccio & Pamela Prati, un’amicizia consolidata da tempo che prendeva forme sulle tavole del palcoscenico in “Bentornata Passerella”, spettacolo campione d’incassi prodotto dalla Diana Or.I.S., firmato dallo stesso Rivieccio con Nino Marino e con la regia di Marco Parodi. “Omaggio a comici, soubrette e attori che hanno fatto la storia della rivista”. Così recitava il sottotitolo in locandina e in effetti, una volta spente le luci in sala, sembra davvero di essere saliti in una macchina del tempo che riportava a quel glorioso genere di spettacolo che ha lanciato i nomi più grandi del firmamento cinematografico.

Pamela Prati nel foyer del Teatro Alambra di Maddaloni e la locandina dello spettacolo

Da Totò a Walter Chiari, da Renato Rascel a Gino Bramieri, da Carlo Dapporto ad Albero Sordi che, a quel mondo che ha segnato un’epoca, ha dedicato il commovente “Polvere di Stelle” in coppia con Monica Vitti (il film di “Ando Hawai se la banana non ce l’hai”, per intenderci…). Gino Rivieccio e Pamela Prati (senza dimenticare una primadonna assoluta come Annamaria Ackermann (che ha lavorato con Eduardo De Filippo ed vantava un curriculum clamoroso tra televisione e teatro), riaccesero di lustrini e paillette quei copioni, spesso senza filo conduttore, fatti di canto, prosa, danza, scenette comiche, satira e belle bambole. “Bentornata Passerella” presentava un corpo di ballo di dodici elementi che intervallava gli omaggi e soprattutto i fantastichi monologhi di Gino Rivieccio, diventati nel tempo suo marchio di fabbrica (il pezzo del cameriere che racconta il momento della consegna del conto alla comitiva è poesia ). Il comico elegante per eccellenza, forse l’amico più grande e sincero che il Teatro Alambra abbia mai avuto, fu il mattatore di uno spettacolo che mandò in visibilio la platea. Star indiscussa ed attesissima, ovviamente, Pamela Prati nel compito di far rivivere i fasti di Wanda Osiris, la regina indiscussa della rivista. La bella Pamela nel ruolo della diva si destreggiava quasi in maniera naturale. Scendeva le immancabili scale, simbolo indiscusso della rivista, usciva dalla conchiglia, lanciava le rose profumate al pubblico. Una Wanda Osiris de noatri condita da tanta sensualità che rendeva bene l’idea.

Due momenti di “Bentornata Passerella”

Parliamo della Pamela Prati che teneva milioni di italiani incollati al video durante i fasti televisivi del Bagaglino. La sexy symbol degli anni ’90, in quel periodo impegnata in Mediaset con “Re per una notte” e “Sotto a chi tocca” con l’inseparabile Pippo Franco. Certamente una Pamela Prati molto lontana dalla telenovela Mark Caltagirone che ha gettato tanta polvere su quei luccicanti lustrini di una carriera che avrebbe meritato miglior finale. Gino Rivieccio, invece, è il punto fermo della risata, l’amico su quale poter sempre contare quando si ha voglia di una risata di spessore. Da oltre quarant’anni racconta una Napoli che sa far emozionare anche quando deve sapersi arrangiare. “Bentornata Passerella” ha lasciato un ricordo profondo nella storia del Teatro Alambra di Maddaloni e soprattutto, a 24 anni dalla sua rappresentazione, non può che lasciarci una velata malinconia su come la rivista sapeva aprire il suo sipario regalando bellezza, arte e buon umore senza volgarità e senza morti di…fama   

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