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Il sindaco Andrea De Filippo: “Avviati accertamenti per oltre due milioni di euro. Saremo forti con i forti”

MADDALONI- Squarciato il velo. La faccia nascosta dell’evasione fiscale, reale o presunta, fa impressione. Si scava negli archivi comunali: data disposizione per accertare i mancati pagamenti per i “grandi evasori”. E’ il censimento a carico di quanti non hanno versato tributi a partire dai 50 mila euro in su fino a punte di oltre 700 mila euro. Si tratterebbe di un’evasione di massa di oltre due milioni di euro per mancato versamento dell’Imu su «alloggi fantasma», immobili sottoposti a cambi di destinazione d’uso non dichiarati (abitativo, commerciale, industriale), aree fabbricabili e terreni agricoli. Messe in fila aziende di rilievo nazionale e internazionale come Rete ferroviaria italiana (Rfi), istituti di credito (Unicredit, Mediocredito italiano), aziende (Mf Componenti e General Sindes) e alcuni privati impegnati nel settore immobiliare e nell’edilizia. Secondo il sindaco Andrea De Filippo «questa volta, senza tema di essere smentiti saremo forti con i forti. Incrociando le banche dati contro sistemi evasivi complessi, ci stiamo dedicando esclusivamente ad affinare la qualità dei controlli».

Gli obiettivi dell’istruttoria in corso sono: evitare che scattino le procedure di prescrizione, dare certezza alla pretesa erariale e avviare l’azione di messa in mora. Ad accertamento avvenuto, partiranno le diffide dando alle controparti la possibilità di fornire chiarimenti, rateizzare il debito o adire alla commissione tributaria». Ad eccezione dell’Interporto Sud Europa (Ise), con il quale è stato siglato un accordo extragiudiziale di quasi 13 milioni di euro sull’Imu, mai prima la grandi imprese erano state oggetto di riscossione coattiva.