L’Italia è uno di quei Paesi che in Europa a causa della pandemia ha tenuto chiuse più a lungo le scuole. Fra l’11 marzo 2020 e il 2 febbraio 2021, in Italiaabbiamo avuto ben 123 giorni di chiusura. Nello stesso periodo il Regno Unito 102, la Germania 92, la Spagna 75 e la Francia 43. Parigiin lockdownha chiuso tutto ma le scuole ha continuato a tenerle aperte. E in Italia, Mondragonegrazie all’accoppiataDe Luca-Pacifico è stato e continua ad essere uno dei comuni più “chiusuristi” nei confronti delle scuole (scuole che di norma da noi già subiscono tante chiusure annuali causate -per esempio- dall’interruzione del servizio idrico). Qualcuno dovrebbe spiegare ai Mondragonesi perché in giro per l’Italia in zone con l’identico nostro colore le scuole sono state sempre aperte quando da noi restavano sistematicamente chiuse, come sta accadendo purtroppo anche in questi giorni. Dovrebbe dirci da dove nasce una tale anomalia. Che la scuola sia “un focolaio” resta tema alquanto dibattuto e non univoco https://www.lavoce.info/archives/70030/la-scuola-e-un-focolaio/. Un’interessante ricerca condotta da una squadra di epidemiologi e statistici guidati da Sara Gandini dello Ieo di Milano ha incrociato i dati del Ministero dell’Istruzione con quelli delle Aziende sanitarie locali e della Protezione civile e analizzato i dati di 7,3 milioni di studenti e 770.000 insegnanti arrivando però a concludere che non c’è alcun picco di contagio dentro le classi: il tasso di positività sarebbe addirittura inferiore all’1%.https://ilsalvagente.it/2021/03/22/covid-una-maxi-ricerca-sugli-studenti-italiani-spiega-che-chiudere-le-scuole-non-ha-effetti-sulla-curva-del-contagio/. Una ricerca che conferma le conclusioni alle quali è giunto uno studio tedesco che ha mostrato come la riapertura delle scuole abbia avuto un impatto nullo o negativo sui contagi.Qualcunopotrebbe obiettarci che il contagio si diffonde fuori dalle scuole, sui trasporti pubblici.Ma a Mondragone si va a scuola autonomamente, di un servizio di trasporto pubblico non c’è neppure l’ombra! Quindi? È giusto chiudere laddove si verificano picchi pericolosi. Ma perché chiudere tutte le scuole? Quali sono (e dove sono) i dati che hanno “detto” a Pacifico di ordinare una nuova (ennesima) chiusura di tutte le scuole della città? Su quali evidenze scientifiche si basa questa ennesima ordinanza di chiusura delle scuole cittadine? Possiamo sapere quanti positivi ci sono nelle scuole? E sapere se e come le scuole impattano sui contagi complessivi della città?Lanuova ordinanza di Pacifico,che interrompe senza dati inequivocabili e quindi senza una plausibile giustificazione, un pubblico servizio, grida vendetta: una città in zona gialla (dove si riapre praticamente tutto) ma con tutte le scuole chiuse (in zona rossa) dovrebbe farci vergognare e farci indignare! L’AMBC ha cercato invano in questi mesi di mettere in guardia sul perenne sbraco che si viveva –e si vive– in città e soprattutto sulle tante cose da fare per evitare nuovi picchi e per assicurare una conclusione dell’anno scolastico in presenza. Ma nulla è stato fatto! Chiudere e richiudere la scuola per “i buoni a nulla ma capaci di tutto” è la cosa più facile. In fondo i ragazzi non fatturano e gran parte di essi manco votano! Ancora una volta Pacifico sacrifica la scuola per mascherare la propria incapacità a gestire la pandemia. Ma, d’altra parte, cosa aspettarsi da chi non ha alcuna politica per l’educazione, per il contrasto alla dispersione, per la cultura e per l’esercizio dei diritti?! Chiudere le scuole in una città che ha il primato in provincia di Caserta per abbandono scolastico, fenomeno diffuso e denso della povertà educativa, è ancor di più colpevole e irresponsabile. Colpisce il silenzio delle famiglie, dei ragazzi, dei docenti e del personale scolastico.

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