De Luca: “Non ci facciamo più prendere in giro, pronti a iniziative clamorose se non ci danno i vaccini“. La replica del Generale: “Non sono ammesse deroghe

Non tarda ad arrivare la risposta di Paolo Francesco Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid, a Vincenzo De Luca, presidente dalla Campania. Il governatore infatti si è lamentato della gestione della campagna vaccinale e lo ha fatto parlando direttamente al generale. “Ho appena detto al commissario Figliuolo che,
una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili, noi non intendiamo procedere per fasce di età. Se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito l’economia italiana sarà morta. Dobbiamo privilegiare un comparto importante dell’economia che è quello turistico e non possiamo vaccinare ad agosto. Ci sarà un’altra parte delle strutture pubbliche che si impegnerà a vaccinare un’altra parte dei settori economici
“.

L’ATTACCO SUI VACCINI – “Al Commissario gen. Figliuolo abbiamo comunicato che se entro questo mese non recupereremo i vaccini che ci hanno tolto, prenderemo iniziative clamorose – prosegue De Luca. Intanto non partecipiamo più alle Conferenze Stato-Regioni perché non intendiamo essere presi in giro da nessuno. Poi pensiamo di tutelarci in tutte le sedi, anche giudiziarie, perché questo è un netto abuso a cui bisogna porre termine. L’altro scandalo a cui bisogna porre termine – conclude De Luca -, e anche questo ho detto al Commissario Figliuolo, è la mancata attivazione di Aifa (l’Agenzia Italia del Farmaco) nella valutazione di altri vaccini, a partire da Sputnik. Il nostro obiettivo è innanzitutto tutelare la salute dei nostri concittadini e per questo non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno“.

LA RISPOSTA DI FIGLIUOLO

Per il Generale l’unico piano da seguire è quello stabilito dal Governo Draghi. “Con riferimento alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid ribadisce che la campagna vaccinale deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’Ordinanza n. 6, che indica le categorie prioritarie di persone da proteggere dal Covid 19. L’obiettivo – prosegue la nota – è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase, prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive“.

IN ARRIVO 4,2 MILIONI DI DOSI

Intanto la struttura Commissariale per l’Emergenza Covid fa sapere in una nota che “sono oltre 4,2 milioni i vaccini che verranno complessivamente consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle strutture sanitarie delle Regioni. Oltre alle linee PfizerModerna e Vaxzevria, le consegne riguarderanno anche Janssen (Johnson & Johnson). Per quest’ultimo vaccino – somministrabile in un’unica soluzione – si tratta del primo approvvigionamento in assoluto per l’Italia. In particolare, è prevista la distribuzione di oltre tre milioni di Pfizer suddivisi in due mandate di 1,5 milioni, circa mezzo milione di Vaxzevria, oltre 400 mila di Moderna, e di più di 180 mila di Janssen (Johnson & Johnson). Con 4,2 milioni di dosi – insieme a quelle ancora nelle disponibilità delle Regioni – contribuiranno in modo significativo al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale: per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali in tutta Italia attivi“.

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