Foto: © SSC Napoli

Finalmente si gioca la gara che si sarebbe dovuta disputare lo scorso 4 ottobre: bianconeri e azzurri a pari punti in classifica e in lotta per un posto in Champions. La sfida tra le principali antagoniste degli ultimi anni

Ventiquattro giorni dopo l’inizio del 2021 un Aurelio De Laurentiis furioso per la sconfitta di Verona contro l’Hellas è pronto a esonerare Rino Gattuso. Chissà se il mancato licenziamento sia dipeso – molto probabilmente, quasi sicuramente – dal non essere riuscito a trovare un sostituto del tecnico calabrese o da un ripensamento del patron azzurro che ha lentamente preso il posto della sua istintività. A Pasqua, prima e dopo la vittoria sofferta sul Crotone, Gattuso è ancora l’allenatore del Napoli.

Nel frattempo aumentano i rimpianti su cosa poteva essere la stagione degli azzurri senza tutti quegli infortuni, mentre comincia a insinuarsi un dubbio nella mente: merita Gattuso la chance di dimostrare il suo valore il prossimo anno con una squadra al completo? La domanda resterà senza risposta: ad oggi non c’è la minima possibilità di un proseguimento dell’avventura in azzurro. Fortuna vuole che chi non l’ha mai criticato per partito preso né l’ha mai colpevolizzato per qualsiasi cosa accadesse al Napoli oggi non ha bisogno di ripensamenti. E non rischia di risultare incoerente.

In 69 giorni, il Napoli non solo è tornato in lotta per qualificarsi alla prossima Champions League, ma in caso di vittoria nel match di recupero contro la Juventus balzerebbe al terzo posto, a meno 1 dal Milan secondo. Il punto è proprio questo: battere i bianconeri. Se nelle scorse stagioni la sola idea di recarsi a Torino produceva pensieri negativi a chi si sentiva sconfitto in partenza, ora che la Juventus è destinata ad abdicare dopo 9 anni di assoluto dominio fa si che la sfida sia posta su un maggiore equilibrio.

Una partita in cui un risultato positivo non è più impossibile da ottenere, ma resta tuttavia complicato

A “remare” contro il Napoli c’è la storia. Nelle 74 sfide giocate a Torino infatti, solo in 8 occasioni gli azzurri sono riusciti a portare a casa i 3 punti, mentre 20 sono stati i pareggi. Da quando però si gioca all’Allianz Stadium, 8 partite su 9 sono state vinte da bianconeri, una dal Napoli – il famoso gol allo scadere di Koulibaly il 22 aprile 2018. Alla sfida le squadre di Gattuso e di Pirlo ci arrivano con una condizione morale differente. Cinque vittorie nelle ultime 6 gare per i partenopei, 3 invece per la Juventus, con un punto conquistato nelle ultime 2 gare.

Le statistiche tuttavia sono utili a fotografare un momento, ad avanzare previsioni, ma si dissolvono sul terreno di gioco, laddove negli ultimi 10 anni Napoli e Juventus sono state le principali protagoniste-antagoniste del nostro calcio: lotte scudetto, finali di Coppa Italia e di Supercoppe italiane. E adesso un’altra sfida che potrebbe risultare decisiva, per una o per entrambe. Servirà dunque un Napoli che non sia timoroso e attendista nell’attesa di un’occasione, come successo proprio contro i bianconeri nella finale di Supercoppa – persa – o nella sfida – vinta – del Diego Armando Maradona lo scorso 13 febbraio. Né pasticcione e distratto come accaduto con Sassuolo e Crotone. Ma sicuro di sé e privo di paura, come quello visto nelle due trasferte contro Milan e Roma.

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