A 77 anni ha surclassato tutti ed è lei stessa ad ammetterlo. Evviva la sincerità. “Ho cantato alla vecchia maniera, solo con le mie corde vocali e senza quel coso…l’autotune…che qui usano un po’ tutti! Anche gli auricolari senza classici, non quelli che bisogna aggiustarsi il volume per tutta l’esibizione…Orietta Berti è la regina indiscussa di questo Sanremo, con un’ugola che non sbaglia una nota nemmeno per scommessa. Il suo brano in gara, “Quando ti sei innamorato”, una dichiarazione d’amore al marito Osvaldo, può anche non piacere oppure risultare stridente in un Festival votato alla contemporaneità ma, la padronanza scenica e la “saggezza” vocale di Orietta è indiscutibile, come sottolineato dalla maggior parte degli addetti ai lavori. E’ tornata a Sanremo dopo 29 anni, potrebbe essere la mamma di quasi tutti gli altri CAMPIONI in gara ma la vena di emozione non è mancata all’appello. “Pochi minuti prima di andare in scena – ha confessato durante la chiacchierata con la nostra redazione – le gambe hanno iniziato a tremare ed ho anche rischiato di cadere. Poi ho visto l’Orchestra davanti a me ed è passato tutto. Ho capito la grande fortuna di essere al centro del palco. Quando c’è la musica sto sempre bene ed è come se avessi sempre vent’anni”. Dodici partecipazioni al Festival, mezzo secolo di carriera e ancora tanti progetti per il futuro perché tutti la adorano. Sta vivendo, come gli altri, un Sanremo2021 tremendamente macchiato dall’emergenza sanitaria. “Un Festival irriconoscibile, gelido e senza il calore della gente. Anche le interviste non sono le stesse. Quasi tutte al telefono oppure attraverso il computer. La cosa che più mi colpisce è sicuramente la città, talmente vuota da fare impressione”.

Orietta Berti, tornata a Sanremo dopo 29 anni

L’amarezza per una kermesse senza il tradizionale colore non le fa certo cambiare idea sulla tragica situazione pandemica di cui Orietta Berti è testimone diretta avendo contratto il COVID a dicembre. “E’ stato terribile. La paura ti assale specie quando vogliono ricoverati. Non vuoi lasciare casa, temi di non ritornare. Il Festival al tempo del COVID ha perso tanto ma, era importante farlo, non spegnere la luce più importante dello spettacolo. E’ giusto che vengano utilizzate tutte le precauzioni possibili perché questo virus fa davvero paura. L’unica cosa positiva di quest’anno maledetto – sorride Orietta – è che ho imparato ad usare i social network. Sono nate nuove amicizie ed ho avuto il tempo per scrivere il mio libro, “Tra bandiere rosse e acquasantiere”. Un libro figlio di tanti giorni trascorsi in casa”. Ad accompagnarla in questa avventura sanremese c’è il grande Maestro Enzo Campagnoli che la dirige dando vita ad un incontro fortunatissimo per entrambi. “Una persona stupenda che ha messo la sua firma in questo Sanremo che mi rivede in gara. Ha riarrangiato il brano che, in un primo momento doveva semplicemente far parte del mio nuovo lavoro discografico. Poi è arrivata la chiamata di Amadeus e “Quando ti sei innamorato” è diventata la canzone per il Festival. Poche ore prima del debutto di mercoledì – spiega la cantante romagnola – il Maestro Campagnoli è stato colpito da un lutto gravissimo, la scomparsa della cara mamma. Non mi ha detto nulla per non agitarmi. E’ stato lui a starmi vicino. Ho saputo della tragica notizia solo al ritorno in albergo. Un gesto bellissimo, da grande professionista”.

Cinque donne per Sergio Endrigo: Orietta Berti con Le Deva

Nella serata delle cover del giovedì, Orietta Berti ha riacceso la grande poesia italiana cantando “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo accompagnato da Le Deva. La voglia di salire sul palco dell’Ariston con il suo inedito è tantissima per concludere nel migliore dei modi questa trasferta in terra ligure. “Poi mi dedicherò al mio nuovo disco, per celebrare 55 anni di carriera. Classici ed inediti per una grande raccolta. Poi tanta televisione ed ovviamente la domenica da Fabio Fazio, il primo a telefonarmi dopo il mio ennesimo debutto al Festival…

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