Arriva da Napoli un nuovo allarme per quella che è già stata definita «la nuova pandemia nei bambini», battezzata già come Covibesity. In occasione del World Obesity Day, giornata mondiale dell’obesità ricadente oggi 4 marzo, il Centro di Allergologia Pediatrica dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, diretto dal prof. Roberto Berni Canani, ha redatto un vero e proprio decalogo anti obesità.

Obesità infantile

L’obesità infantile in Italia, ed in particolar modo in Campania, rappresenta un grave problema di salute pubblica con molti risvolti di carattere sociale. Il sistema di sorveglianza di rilevanza nazionale e regionale “OKkio alla SALUTE”, ha stimato, nella sua ultima rilevazione, che in Italia il 20.4% dei bambini è in sovrappeso mentre il 9.4% è obeso. Si evidenzia un chiaro trend geografico che vede la regione Campania con la prevalenza più elevata: il 25.4% dei bambini campani è in sovrappeso, il 12.6% è obeso.

Complicanze dell’obesità in età pediatrica

Parallelamente all’aumento di obesità si è assistito ad un incremento delle complicanze, a breve e lungo termine, ad essa correlate come insulino-resistenza, sindrome metabolica, ipertensione arteriosa, diabete mellito di tipo 2, sindrome dell’ovaio policistico, sindrome da apnea ostruttiva del sonno e problemi psicologici in età pediatrica. La presenza di obesità, e sue complicanze, si traduce in un rischio decisamente più elevato di obesità complicata in età adulta (sino all’80% dei soggetti obesi in età pediatrica evolve in obesità in età adulta) e di mortalità precoce in età adulta principalmente a causa di eventi cardiovascolari. 

Covibesity

Purtroppo, la pandemia da Sars-Cov-2 sta concorrendo ad aggravare ulteriormente il quadro attuale determinando il peggioramento di una già instaurata condizione di obesità o promuovendone l’insorgenza. I dati del reale impatto epidemiologico della pandemia sull’obesità infantile non sono stati ancora misurati, ma sempre maggiori sono le segnalazioni di casi di aumento ponderale da parte degli operatori sanitari. Il picco nel numero di questi casi è stato così elevato che il National Center for Biotechnology Information ha coniato il nuovo termine “Covibesity“: l’aumento dell’obesità durante la pandemia viene considerata come la nuova pandemia.

Modifiche dello stile di vita durante la pandemia

L’ isolamento domiciliare ha comportato delle rilevanti variazioni dello stile di vita, sia in termini di alterazioni dell’equilibrio energetico, sia in termini di benessere psicologico, incrementando il rischio di depressione, stress e noia. Stress e turbolenze emotive si associano al fenomeno così detto “comfort eating”: l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri e alimenti appetibili rappresenta un meccanismo inconscio di automedicazione contro gli stimoli negativi, a seguito del rilascio di serotonina che ha un effetto benefico sull’umore.  

Inoltre, la combinazione di questi comportamenti con la didattica digitale, l’interruzione delle attività sportive programmate e l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi di PC, tablet a smartphone, ha causato un significativo aumento della sedentarietà. Evidenze scientifiche indicano una relazione tra ore di tempo trascorso davanti allo schermo e rischio di sviluppare obesità e complicanze cardio-metaboliche, verosimilmente perché questo comportamento, oltre a sottrarre tempo all’attività fisica, può associarsi più di tutti gli altri ad un’alimentazione eccessiva e nutrizionalmente scorretta.

Effetti della pandemia sui bambini

Tali condotte dello stile di vita sono state ampiamente dimostrate in uno studio italiano condotto in bambini durante il “lockdown” dove è stato evidenziato un incremento significativo nel numero di pasti giornalieri e dell’assunzione di patatine fritte, carne rossa e bevande zuccherate, rispetto al periodo antecedente la pandemia. Inoltre, è stato descritto un aumento significativo del tempo trascorso davanti allo schermo, associato ad una riduzione significativa dell’attività fisica.  

Obesità e infezione da SarsCov-2

L’azione congiunta di questi comportamenti aumenta il rischio di obesità e la conseguente infiammazione cronica che, insieme ad altri fattori quali dislipidemia, ipertensione, diabete possono peggiorare anche peggiorare le difese dell’organismo nei riguardi del Covid-19. Le prime evidenze scientifiche confermano il ruolo dell’obesità quale fattore “aggravante” della prognosi dell’infezione COVID-19. I pazienti obesi, anche giovani, hanno molte più probabilità di sperimentare gravi complicanze della malattia. Nel paziente affetto da obesità, in particolare obesità addominale, vi è un rischio aumentato di severità di malattia da COVID-19. Questo è dovuto al fatto che il paziente obeso ha già un grado di infiammazione più elevato e come conseguenza dell’infezione da SarsCov-2 il processo infiammatorio aumentando ulteriormente di livello determina un quadro più severo della malattia. 

Prevenzione obesità infantile

Per contrastare questa situazione emergenziale i ricercatori del Centro di Allergologia Pediatrica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno ideato un “Decalogo anti-covibesity” da mettere a disposizione di tutti.

IL DECALOGO

1. NON SALTARE MAI LA PRIMA COLAZIONE

Non fare colazione comporta un lungo digiuno forzato che va dalla cena della sera precedente. Saltare questo pasto causa debolezza e diminuzione di rendimento psicofisico, per via di un abbassamento della glicemia. Ciò porta anche a fare uno spuntino abbondante in tarda mattinata, ad avere poco appetito a pranzo e a mangiare troppo la sera.

2. ATTIVITÀ SPORTIVA QUOTIDIANA

Programmare  mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa per migliorare la salute metabolica e ridurre il rischio di un eccessivo incremento di peso. È documentato che l’attività fisica previene sovrappeso e obesità e migliora il metabolismo a tutte le età.

3. ATTIVITÀ LUDICA ATTIVA

L’aumento dei livelli di attività fisica si può ottenere anche promuovendo giochi attivi (andare sul triciclo o in bicicletta, giocare all’aperto) in tutti i bambini a partire dai 2-3 anni di età e, a partire dai 5-6 anni, anche un’attività motoria organizzata con una frequenza di 2/3 volte a settimana.

4. STILE DI VITA ATTIVO

L’aumento dei livelli di attività fisica si può ottenere anche promuovendo uno stile di vita attivo (camminare a piedi, fare le scale ecc.) in tutti i bambini a partire dai 2 anni di età.

5. LIMITI ALLE ORE DAVANTI AGLI SCHERMI

Ridurre a meno di 2 ore al giorno il tempo trascorso davanti a uno schermo (TV, videogiochi, computer, cellulare, ecc.). Passare troppe ore davanti a uno schermo, oltre a sottrarre tempo all’attività fisica, può associarsi a un’alimentazione eccessiva e scorretta. Installare un dispositivo di spegnimento elettronico sembra essere la strategia più efficace per limitare le ore di televisione. Sconsigliato l’uso di tv e tablet sotto i due anni perché è stato dimostrato un effetto negativo della video-esposizione sulla regolarità del sonno.

6.RISPETTARE UNA CORRETTA IGIENE DEL SONNO

Rispettare una corretta igiene del sonno
Dormire poco è un potenziale fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità in età pediatrica. Le quantità di ore di sonno ottimali nei bambini e negli adolescenti sono:

  • 4 – 12 mesi – 12 -16 ore (sonnellini inclusi)
  • 1 – 2 anni – 11 -14 ore (sonnellini inclusi)
  • 3 – 5 anni – 10 – 13 ore (sonnellini inclusi)
  • 6 – 12 anni – 9 – 12 ore
  • 13 – 18 anni – 8 – 10 ore

7. PREPARAZIONE AL SONNO SERENO

Per un corretto riposo si suggerisce di spegnere tutti gli “schermi” 30 minuti prima di andare a letto, evitare che ci siano televisori e computer nella stanza da letto dei bambini.

8. DIETA MEDITERRANEA

Seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della dieta mediterranea, con almeno 5 porzioni tra frutta, verdura e ortaggi, privilegiando le fonti vegetali di proteine. Un’alimentazione ricca di prodotti vegetali e a moderato apporto di proteine animali e grassi saturi favorisce un sano metabolismo e riduce l’infiammazione dell’organismo.

9. CINQUE PASTI AL GIORNO

Aumentare il numero di pasti/spuntini giornalieri riduce le quantità di alimenti assunti durante i due pasti principali, facilita la digestione e riduce l’assorbimento delle calorie. Il maggior numero di pasti dovrebbe essere consumato in famiglia perché la convivialità sin dall’età infantile migliora la relazione con l’alimentazione.

10. ALIMENTI FRESCHI PREPARATI A CASA

Ottimizzare il tempo speso a domicilio tra genitori e figli nella preparazione di alimenti freschi offre ai bambini anche un modello positivo da seguire.

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