Troppo presto per dare giudizi. Lo si è detto mille volte: è un Festival diverso nella cornice e soprattutto nel quadro, con tanti debuttanti e proposte non generaliste. Allora meglio far scaldare ancora un pochino i motori prima di fare una fotografia più chiara di un Sanremo2021 che ora attende il primo vero responso, quello degli ascolti. “La normalità è una cosa straordinaria. Non ci saranno applausi in sala ma spero che saranno tanti a casa…”. Visibilmente emozionato Amadeus apre l’edizione più “altra” della kermesse canora. Fiorello fa l’Achille Lauro con gorgheggi alla Sangiorgi/Negramaro nella cover rock di “Grazie dei Fiori”, più tardi arriva l’Achille Lauro vero e già mette il segno sul Festival con una performance di grande intensità. Un collare di piume rosa, capelli blu e un’armatura che potrebbe ricordare quelle dei manga giapponesi non fosse per i glitter, e poi a metà esibizione lacrime di sangue che scendono copiose sul volto truccato. Achille Lauro canta “Solo Noi”, singolo pubblicato da pochi giorni. Riferimenti alla croce di spine di Gesù, alle statue di Madonne e Santi piangenti. Una ballata triste che lo ha immediatamente catapultato ad essere leader della serata “social”. Una canzone che si sposa con l’intesa “Lettera del Mondo all’Umanità” dove è racchiuso il dolore dell’uomo che non percepisce più il significato dell’amore.

Achille Lauro nel suo primo “quadro” canoro

Il ritorno di Diodato ci ricorda come eravamo felici un anno fa mentre il cantautore pugliese vinceva il suo straordinario Sanremo70. Tutti d’accordo sulla bravura di Matilda De Angelis che senza il minimo imbarazzo si muove con padronanza e saper fare nella serata d’esordio. Lo stesso Amadeus è apparso a tratti sorpreso. Non meglio specificata la presenza di Zlatan Ibrahimovic con le pause alla Celentano che non ha inciso nel computo generale della prima maratona sanremese. Tra le poltrone vuote dell’Ariston scorrono i primi tredici campioni con pochi sussulti. Se ancora ce ne fosse bisogno, Colapesce & Dimartino fanno capire che saranno una rivelazione non passeggera. Il duo siciliano è già icona di Sanremo2021 con una “Musica Leggerissima” che ci riporta al pop di fine anni ’70 (tanto Alan Sorrenti nelle loro note) che risponde a chi diceva di non sapere chi fossero (“Se fosse un’orchestra a parlare per noi, sarebbe più facile cantarsi un addio”).

Colapesce & Dimartino

 Arisa in salsa dalessiana ci ricorda di essere splendida interprete universale e mette tanta anima nel testo di Giggino. Deludono Fedez & Michielin dai quali ci si aspettava qualcosa di più anche in orecchiabile semplicità. Convincono, soprattutto i puristi del rock, i Maneskin e debutta con una bella affermazione il giovane Fasma che con “Parlami” supera la grande prova, nonostante l’abuso ai autotune. Convince meno di altre occasioni, invece, Max Gazzè, nonostante la sua genialità e la band cartonata portata sul palco. Nei panni di Leonardo Da Vinci ci propone la ricetta della felicità ma forse il travestimento non ha giovato a “Il farmacista”. Potrebbero ritagliarsi uno spazio importane i Coma_Cose, davvero contemporanei e con un affiatamento di energia pura. Il titolo del loro brano “Fiamme negli occhi” rende bene il concetto.

Francesca Michielin con il nuovo look e Fedez

C’è già una piccola classifica ma serve per le chiacchiere da bar. Sono i voti della demoscopica, trecento giurati fruitori di musica ma, che votano peggio delle fanpage sui social. Una giura che peggiora negli anni. Primo posto per Annalisa, seguita da Noemi e da Fasma. Quarto posto per Fedez & Michielin, quinto per Francesco Renga che ha invece regalato una delle sue peggiore esibizioni sanremesi. Si continua con Arisa, Maneskin, Gazzè, Colapesce & Dimartino, Coma_Cose e Madame. Chiudono Aiello e Ghemon dai quali ci si attendeva francamente di più. Ma è davvero troppo presto per capire cosa saprà regalarci in termini strettamente musicali questo Sanremo che cerca di regalarci un poco di spensieratezza mentre il Paese è ancora nella drammatica morsa del COVID e, ad un anno dall’inizio della pandemia, non si vede luce in fondo al tunnel. I primi veri verdetti arrivano tra le Nuove Proposte. Folcast e Gaudiano accedono alla semifinale di venerdì.  

Arisa ha convinto con la canzone scritta da Gigi D’Alessio

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