MADDALONI- Auto sui marciapiedi. Aiuto tra le fioriere. Aiuto anche in doppia fila. parcheggiate davanti ai negozi, ai passi carrabili, alle abitazioni private. Auto parcheggiate pure sul ciglio della fontana di piazza Ferraro. E allora contro mali estremi, arrivano estremi rimedi. Dopo le fioriere di piazza della Vittoria (davanti al monumento ai caduti) arrivano i paletti contro le auto fermate sugli spazi pedonali di piazza Ferraro.

Gigi Bove

Vicesindaco Bove ancora paletti contro la sosta selvaggia?

Premettiamo che non è un’opera pubblica strategica. Ma serve a mettere un pò di ordine e a preservare un altro angolo. dedicato ai pedoni, violato dalla sosta selvaggia. Quindi, è un modo per tutelare lo spazio pedonale e la piazza.

Tra paletti e archetti permanenti (orizzontali o verticali) fissati ai palazzi, il ricorso ai dissuasori contro la sosta selvaggia sta diventando molto diffuso. Ma funziona?

Ripeto non è una soluzione miracolosa. Ma in alcuni punti, a tutela della pubblica e privata incolumità servono. Dobbiamo entrare nell’ottica che non tutti gli spazi esistenti sono spazi per parcheggiare. E questo vale per i marciapiedi, i passi carrabili, le entrate dei negozi. Non esiste il diritto al parcheggio dovunque. Esiste invece l’obbligo morale e legale di assicurare la libertà di movimento ai cittadini, il diritto alla circolazione stradale senza pericoli e impedimenti, il rispetto dei passi carrabili e i diritti degli esercenti che pagano l’occupazione di suolo pubblico. Non si può assistere a scene di persone o negozi murati vivi o ostaggio delle auto in sosta.

Blindature e protezioni autorizzate sempre se il parcheggio è selvaggio e se tutta la strada è permanentemente occupata su ambo le carreggiate da auto in sosta?

Autorizzazioni concesse se una strada a doppio senso è trasformata giocoforza  a senso unico alternato dalle auto parcheggiate. E’ una questione di civiltà, di decoro e soprattutto di tutela dell’ordine pubblico. In ossequio allo spirito del nuovo codice della strada, in discussione in Parlamento, siamo convinti che l’occupazione arbitraria degli spazi pubblici e di quelle aree dove diventa difficile camminare a piedi si configuri un atto di violenza privata.

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