ARIENZO – E’ stata disposta la chiusura della didattica in presenza a partire dalle seconde elementari e dei corsi di catechismo fino a tutto il 28 febbraio. A firmare l’ordinanza, il sindaco Giuseppe Guida che annuncia: “In considerazione dell’ascesa di positivi – ha dichiarato Guida – non solo sul territorio comunale, ma anche nelle nostre scuole, tenendo conto della situazione degli altri comuni e la provenienza del 35% dei nostri alunni dai paesi limitrofi, abbiamo optato, ancora una volta, per la prevenzione e la tutela della salute pubblica; fino ad oggi, questo atteggiamento prudente ci ha portato i risultati migliori e intendiamo, perciò, proseguire su questa strada”.

E’ giallo, però sui dati utilizzati. A partire dai cittadini di Arienzo che risultano positivi. Ancora nella serata di ieri, sulla sua pagina facebook, il Sindaco pubblicava un numero di positivI pari a 24, dato comprendente sia un cittadino guarito che un nuovo positivo. Nella stessa giornata di ieri l’Asl di Caserta (fonte ufficiale) pubblicava nel numero di 21 ipositivi, il dato della città; dato sostanzialmente stabile per la giornata odierna (report asl delle ore 14 di oggi).

Avrà avuto dati o aggiornamenti diversi, Giuseppe Guida, se ha inteso ordinare la sospensione delle attività in presenza, unico in tutto il comprensorio della Valle di Suessola.

Solo sette giorni fa, l’unità di crisi della Regione pubblicava la relazione tecnica con la quale ha analizzato il dato dei contagi all’interno della popolazione scolastica. Nella tabella allegata, manca però il comune di Arienzo. Eppure il primo cittadino arienzano si è tanto prodigato negli screening antigenici precedenti all’apertura delle scuole, tanto che chi non avesse effettuato il tampone comunale poteva essere ammesso a scuola solo previa autocertificazione, senza peraltro specificare se tale autocertificazione fosse necessaria anche per chi aveva aderito alla campagna screening della Regione da cui poi si è elaborata la relazione. Ma c’è di più: la Regione Campania, prima in Italia, ha creata una piattaforma (Sinfonia), dove collocare tutti i dati relativi al covid-19. Su Sinfonia, vengono caricati tutti gli esami, da quello seriologico, a quello antigenico, passando per il più importante molecolare, che siano positivi o negativi e che vengano effettuati tramite strutture pubbliche o private, finanche in farmacia. Gli screening effettuati dal comune di Arienzo non risultano mai pervenuti in piattaforma, non consentendo quindi all’unità di crisi di valutare la situazione arienzana.

Certo il Sindaco resta l’autorità sanitaria sul territorio (anche se questo è un altro aspetto tutt’altro che semplice). Leggendo però i criteri che hanno consentito all’unità di crisi la redazione di una tabella con indici di pericolosità all’interno dei comuni campani in relazione alla popolazione scolastica, l’ordinanza sembra una posizione nettamente più dura rispetto al dato reale.

La relazione tiene conto dei positivi in età scolare in un comune, considerando l’aumento degli ultimi 7 giorni, rapportandola per il numero di abitanti e soprattutto rispetto al dato medio regionale che parla di 160 positivi ogni 100.000 abitanti. Così il comune più esposto e più vicino ad Airenzo, ovvero Maddaloni con i suoi 63 contagi negli ultimi 7 giorni è terz’ultimo in piena area verde (a rischio basso); San Felice a Cancello che sta vivendo una nuova fase epidemica e che ha deciso di chiudere esclusivamente le eventuali classi con presenza di riscontri positivi, ha una percentuale pari al 135% ancora in zona verde. Solo Cervino con il 150% arriva in zona gialla/verde.

PER APPRFONDIRE LEGGI LA RELAZIONE DELL’UNITA’ DI CRISI

Quindi anche il dato del territorio circostante, nella misura del 35% (su quale dato, visto che ad Arienzo non ci sono istituti superiori, quelli che sono più abituati ad ospitare studenti di città limitrofi) non dovrebbe destare situazioni di preoccupazioni. A meno che i dati in possesso del solo sindaco Guida non dicano altro. Non è dato sapere tra i 21 positivi attuali, o 24 come dice la fascia tricolore, quanti siano gli appartenenti alla popolazione scolastica arienzani e quanti di questi siano i positivi dalla riapertura delle aule. E allora perché non pubblicare questi dati? perché non elaborarli sulla falsa riga della relazione dell’unità di crisi e collocare Arienzo sulla scala del rischio predisposta dall’unità di crisi regionale?

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