Questa settimana appena trascorsa abbiamo parlato molto di scuola, in particolar modo di Arienzo e Santa Maria a Vico, in quanto sono state chiuse causa presenza di studenti positivi, a Santa Maria anche una docente.

Ma andiamo un po’ con ordine.

Ad Arienzo si è dunque optato per la chiusura del plesso Parco Europa/San Filippo e Plesso Crisci per la positività di due studenti. Il problema a nostro avviso, tralasciando quelli riguardante la chiusura, sono da riscontrare maggiormente sulle condizioni per la riapertura e quindi della didattica in presenza.

Il sindaco ha stabilito dei giorni di screening, ovviamente di carattere volontario e gratuito, ma nonostante questo, ha posto sulla partecipazione e non solo sui risultati dello stesso, la condizione per l’apertura. Nessun protocollo stabilisce questo tipo di operazione, tanto che noi abbiamo parlato di un protocollo arienzano. Il sindaco, con estrema cortesia, ci ha risposto sul nostro blog, dicendoci sostanzialmente che grazie a queste restrizioni il virus circola di meno e che bisogna pensare prima alla salute e poi al resto. 

Noi approfittiamo di giornalenews per dire la nostra.

Dunque, noi non siamo contrari alle restrizioni in caso di riscontro di positivi, ma per quanto riguarda la scuola esiste un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che regola proprio tutta una serie di possibilità in caso di contagio Covid. Ecco si può anche dissentire, ma si dica quale protocollo si utilizza allora! 

Stesso discorso per la riapertura. Si è fatto uno screening e “solo” il 57% degli studenti ha partecipato, il sindaco su un post sulla sua pagina Fb ha informato gli utenti che valuterà la riapertura del 1° febbraio. Al momento in cui scriviamo non c’è nessuna ordinanza di sospensione della attività didattica in presenza per il giorno menzionato quindi si dovrebbe riiniziare normalmente. Ma ribadiamo, non esiste una percentuale minima che consenta una apertura, dunque, se esiste un protocollo diverso da quello dell’ISS possiamo conoscerlo?

Stesso discorso per Santa Maria a Vico riguardante la presenza di due positivi, un docente e un alunno del plesso Maielli. In questo caso viene citato -malissimo- il rapporto ISS. Infatti, in una nota informativa viene detto in maniera assurda che in caso di un positivo in una scuola questo non può determinare la chiusura, mentre se ve ne sono due allora sì evidentemente. Ripetiamo è un’assurdità. Il rapporto dice che una positività riscontrata “non dovrebbe” comportare la chiusura, quindi non c’è nessun automatismo. Il rapporto consiglia di guardare all’andamento epidemiologico non solo della comunità, ma anche della scuola. Nel nostro caso 2 soggetti su 230 circa tra alunni, docenti e personale Ata. 
Ripetiamo: non si vuole seguire quel rapporto ISS, si vuole far di testa propria, benissimo, ma si dica cosa si fa!
Una cosa che però non abbiamo capito è il fatto che l’asl ha comunicato la positività dell’insegnante il 26.01.21, ora si dovevano sanificare gli ambienti, ma non ci risulta alcuna ordinanza in merito, mentre l’abbiamo quando è stata comunicata la positività dello studente. Chiediamo: è stata fatta la sanificazione dopo la comunicazione della positività della docente? Come è stata fatta? Perché non è stata emanata un’ordinanza ad hoc? E se è stata fatta, quale strumento giuridico-amministrativo l’ha autorizzata?

In controtendenza il comune di San Felice a Cancello in quanto seppur vi sono stati casi di positività a scuola, come ha informato il sindaco Giovanni Ferrara sulla sua pagina fb, sono stati posti in quarantena, speriamo anche le classi, e non vi è alcun focolaio, le scuole sono sicure.

Noi continuiamo a sperare che sia così anche se l’andamento dei positivi a San Felice ci fa un po’ preoccupare, ma martedì sul nostro blog potremmo essere più precisi.

Per chiudere vogliamo solo dire che va bene come dice il sindaco di Arienzo che la salvaguardia della salute deve avere la priorità, ma è anche vero che per i ragazzi in età scolare altrettanto vitale è la crescita emotiva e psicologica, la scuola non è solo, non dovrebbe almeno, essere luogo di nozioni da insegnare, ma anche il luogo della formazione umana delle donne e degli uomini di domani cui bisogna tutelarne la formazione. Non socializzando per un anno o con estrema difficoltà per così tanto tempo si compie un danno importante, non irreparabile certo, ma chiediamo ai sindaci di prestare la dovuta attenzione anche a questo aspetto, che ci pare sia sottovalutato.

Abbiamo l’impressione che a livello locale, così come a tutti i livelli, si è ancora in balia degli eventi e non si riesca invece a dominarli, come ci si aspetterebbe dopo un anno dalla presenza del virus.

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Di PungiglioneBlog

Opinioni su Politica e Cultura della Valle di Suessola

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