Il pasticciaccio brutto del Festival puntata numero…. abbiamo perso il conto… Sono mesi che Sanremo2021 continua a dividere pubblico ed addetti ai lavori. In tanti avevano sperato che il Festivalone rappresentasse il faro nel buio, l’inizio della ripresa, il segnale della ripartenza per il mondo dello spettacolo, della musica e, in generale, per l’industria dell’intrattenimento messa in ginocchio dalla pandemia. Il carrozzone che riparte attraverso l’evento mediaticamente più importante del Paese. Senza falsi moralismi, era il sogno cullato da tutti. Dall’annuncio del cast dello scorso 17 dicembre (LEGGI IL NOSTRO SERVIZIO), fino alle ultime ore, ogni speranza si è puntualmente infranta su restrizioni, DPCM, regole ferree imposte da Prefetti e da Ministri. In circa cinquanta giorni, Sanremo2021 ha perso la speranza di riportare in città dell’inimitabile aria di festa che si respira nella Riviera dei Fiori durante la kermesse (rischio assembramenti), la possibilità di rivedere i concerti live in Piazza Colombo dei grandi BIG della musica (sempre rischio assembramenti), la possibilità di vedere almeno 400 persone tra le poltrone del Teatro Ariston per il divieto imposto dal Prefetto di Imperia, Alberto Intini (LEGGI IL NOSTRO SERVIZIO) e, ultimo ma non ultimo, il tweet del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini che, in soldoni, vieta di aprire l’Ariston anche ai figuranti, idea sulla quale la RAI stava lavorando già da alcuni giorni con la cullata speranza di trasformare il leggendario teatro sanremese in uno studio televisivo con tanto di presenza di pubblico tamponato e pagato (come avviene ormai in tante trasmissioni, da “C’è posta per te” a “Ballando” e addirittura il “Maurizio Costanzo” che va in onda proprio da un teatro, il Parioli di Roma).

Il Twwet postato dal Ministro Franceschini

Il tweet del Ministro Franceschini postato intorno alle 09.00 di stamattina, invece, rappresenta l’ennesimo ostacolo nella corsa disperata ad un Festival che solo la RAI vuole fare. “Il Teatro Ariston di Sanremo, è un teatro come tutti gli altri e quindi, come chiarito anche dal Ministro della Salute Roberto Speranza, il pubblico, pagante e gratuito, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”. Un tweet che ha subito infiammato gli animi della pattuglia RAI che sta lavorando per questa travagliata edizione (dal 2 al 6 marzo). Il nodo della questione ruota intorno alla presenza dei figuranti in sala. Per la TV di Stato, essendo questi contrattualizzati e pagati, fanno parte del cast della kermesse, sono funzionali allo spettacolo. In poche parole, un pubblico “scritturato” come quello che da tempo di vede in tanti programmi. La presa di posizione dei Ministri Speranza e Franceschini ha sicuramente spiazzato la “squadra” del Festival. Secondo voci insistenti raccolte dall’Adnkronos all’interno della squadra del festival, il conduttore e direttore artistico Amadeus starebbe valutando il gesto clamoroso di lasciare il Festival, dopo le parole twittate dal ministro Franceschini sul divieto ai figuranti in sala per il Teatro Ariston di Sanremo. Per Dagospia, la famosa testata diretta da Roberto D’Agostino, anche Fiorello starebbe valutando di ritirarsi dai giochi. Più che una protesta, più che un gesto clamoroso, l’amaro riscontro che questo Sanremo è davvero una mission impossible, nonostante le pressioni del Dio Denaro.

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