MADDALONI- Non c’è prescrizione o ricorso che tenga. Per gli  «evasori recidivi», cioè coloro che hanno ricevuto avviso di riscossioni, solleciti e cartelle esattoriali ma che non hanno risposto né all’avviso di accertamento e neppure all’intimazione di pagamento, stanno arrivando i pignoramenti sui conti correnti. Per i mancati pagamenti di  Imu, Tasi e Tari, ma anche di tributi minori (Tosap, affissioni, pubblicità, ecc.) è partita la riscossione, tramite la Sogert. Il comune si sta avvalendo della facoltà prevista dalla legge di bilancio 2020 che estende l’accertamento esecutivo anche ai tributi locali. La montagna di soldi non riscossi e sottratte dalle casse comunali ammonta a otto milioni di euro. Adesso, si scava negli archivi per stanare i morosi impenitenti. Cose mai viste prima: avviata la riscossione anche di cartelle esattoriali risalenti al 2010, su cui erano pendenti contenziosi mai chiusi e nemmeno archiviati. E’ andata male a chi confidava sul fattore tempo e sulla prescrizione. In media, si tratta di pignoramenti di circa 200 euro pro capite che raggiungono anche punte di mille euro. Si stima per difetto che almeno 1500 persone sono destinatari delle misure. I destinatari hanno appreso del pignoramento a cose avvenute: dall’estratto conto bancario personale o da una comunicazione dell’istituto di credito. Ed è solo l’inizio perché il Comune programma il divorzio da Agenzia delle Entrate Riscossioni. Contestata all’ ex Equitalia, proprio i numeri del recupero della riscossione coattiva: in due anni, rastrellati appena 52mila euro su otto milioni di euro di evasione fiscale. Il tasso di evasione, a Maddaloni, è ben oltre il limite di sostenibilità. Un dato su tutti: il parametro fiscale campione ovvero la tassa dei rifiuti, che finanzia la spesa comunale più onerosa (pari a 25 milioni di euro in cinque anni), registra una evasione che sfiora il 60 per cento.

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