MADDALONI- E’ sempre Maddaloni il crocevia del traffico internazionale di rifiuti. Continua nel 2021 la spedizione transfrontaliera: convoglio convoglio settimanale, composto di 15 carri, dal varco di Ficucella di Maddaloni. I rifiuti trattati provenienti dagli Stir di Giugliano e Tufino, saranno trasferiti a bordo dei treni. Si tratta di «rifiuti non pericolosi», classificati con il codice europeo (Cer 19 05 01) e descritti come «parte di rifiuti urbani e simili non destinati al compost». I convogli infine,  assemblati presso lo scalo merci ferroviario Maddaloni-Marcianise, raggiungeranno la sede del recupero finale presso lo stabilimento austriaco EVN (Warmkraftwerke GmbH).  Un sistema collaudato da anni.

Fabrizio Crisci, perchè anche quest’anno, continuate a denunciare questo trasporto collaudato?

Più che collaudato è un trasporto fatto nella rassegnazione, e mi si consenta, nell’indifferenza generale. E’ facile essere ambientalista della domenica e cultore dei buoni sentimenti. E’ difficilissimo prendere atto di un sistema di smaltimento dei rifiuti fermo all’emergenza. Quando si affrontano questi argomenti si è soli; non si hanno amici e i politici “per tutte le stagioni” scappano a gambe levate.

Ma questa è un’accusa…

Siamo giunti al al settimo anno consecutivo. E nonostante le promesse, le nostre strade, proprio quelle superscassate della periferia, continuano ad essere luogo di transito e movimentazione di rifiuti dichiarati non pericolosi. Ogni anno poniamo lo stesso interrogativo: può essere questo un sistema sostenibile? Ma continuano a non esserci risposte anche sulla durata reale e l’impatto sul territorio.

Vi opponente alla proroga?

Noi del Comitato Abc ci opponiamo alla proroga permanente che trasforma un sistema, concepito nell’emergenza, in sistema stabile e accettato.

C’è un paradosso: via Cancello, la strada delle esondazioni fognarie, è anche la strada dei rifiuti…

La Regione, con il sistema delle proroghe, ha trasformato l’emergenza rifiuti in rassegnata abitudine. E con la colpevole assenza di manutenzione del collettore fognario ex Casmez, le esondazioni dei liquami in un elemento descrittivo del paesaggio su cui volano gabbiani e politici in cerca di facile visibilità da 25 anni.

Che fare?

Si può solo inchiodare la Regione alle sue responsabilità oggettive sul disastro ambientale. Nella fattispecie, va chiarita la funzione dello scalo merci ferroviario, inutilizzato per la movimentazione merci, ma funzionante per le spedizioni transfrontaliere combinate gomma-ferro dell’immondizia.

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