Foto: © SSC Napoli

Il tecnico degli azzurri ha commentato nel dopo gara la schiacciante vittoria dei suoi ragazzi sulla Fiorentina: “Spero di rivedere questa prestazione contro la Juventus”

Seconda vittoria consecutiva in campionato per il Napoli di Gennaro Gattuso. Al “Diego Armando Maradona” gli azzurri travolgono 6-0 la Fiorentina e nell’attesa delle altre gare della 18ª giornata si piazzano al terzo posto in classifica a pari punti con la Roma. Un successo che rilancia i partenopei in vista anche della finale di Supercoppa contro la Juventus mercoledì prossimo. “È sembrato un match facile ma non è stato così. Sull’1-0 ricordo una gran parata di Ospina su Ribery. Poi la gara è svoltata sulla giocata di Insigne“. Comincia così Gattuso nel post match. “Ci teniamo la grande prestazione, abbiamo subito qualcosa, la differenza è che oggi abbiamo concretizzato.

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Demme? Ci dà grande equilibrio, siamo una squadra che segna tanto ed è normale a volte concedere qualcosa in termini di equilibrio. Sono sempre contento dei giocatori che ho, Diego ci può dare tanto in termini di quantità rispetto ad altri, ma c’è anche chi ci dà più qualità. Zielinski è uno di questi: credo che possa solo migliorare, è uno che può giocare in tutte le posizioni. Oggi non potevamo sbagliare questa gara, in passato abbiamo fallito queste partite, oggi ci tenevamo molto anche in termini di classifica”.

Venivamo da due prestazioni tra Coppa Italia e Udinese in cui avevamo concesso tanto agli avversari, ho chiesto alla squadra di lavorare su scivolamenti e sulle imbucate da non prendere. La squadra ha fatto tutto ciò che avevamo preparato. Oggi abbiamo fatto qualcosa di diverso, ci siamo fatti del male da soli sulla traversa presa, ma ho visto grande ordine: forse potevamo fare ancora meglio, con Lozano sugli esterni rompevamo la linea dei terzini ed è stata l’unica cosa che non mi è piaciuta. Questa partita ci servirà. È vero che creiamo ma con Udinese e Empoli non mi erano piaciuti dal punto di vista difensivo”.

“Martedì sera una cena prima della Supercoppa? Il pranzo è venuto fuori perché ho visto i ragazzi stanchi mentalmente, era giusto mangiare un piatto di pasta, bere un bicchiere di vino e due stronzate…”

“Sono state dette tante inesattezze, dicevano che la squadra ce l’aveva con me. Nel calcio ci sono i momenti di tensione, poi a qualcuno piace raccontare delle storielle. I giocatori sanno come la penso, per me è un onore allenare una squadra forte e tecnicamente valida. Per diventare una grande ci manca un pizzico di veleno in più, un po’ di cazzimma. E possiamo migliorare, certe partite lo dimostrano. Non possiamo giocare sempre di fioretto, ma dobbiamo metterci il coltello tra i denti”.

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