Entro oggi, 10 gennaio, l’app Io, predisposta dalla società PagoPa per gestire l’iniziativa del «Cashback» doveva confermare le transazioni eseguite e il rimborso che gli Italiani riceveranno entro il 1 marzo.

L’idea del governo Conte è stata pubblicizzata come un rimborso che lo stato mette a disposizione degli italiani e come misura a sostegno dei consumi in questo periodo di crisi acuito dalla pandemia. «Abbiamo pensato a questa misura per gli acquisti degli Italiani – dichiarò lo stesso Conte in conferenza stampa – in modo che tutti possano ricevere sotto forma di rimborso uno sconto del 10% sugli acquisti, pagati tramite carte, in questo periodo economicamente infelice».

Nessuno, però, poteva e può immaginare che «Cashback» e l’app Io, che tante polemiche ha creato al lancio, potessero rendere ricchi gli Italiani; ma a più di uno un «coccolone» avrà sicuramente preso, causa piccolo errore di formato grafico. Infatti nel messaggio all’interno dell’app il sistema, nel complimentarsi con il cittadino, riporta le cifre in formato anglosassone (il punto al posto della virgola) e con 3 decimali. Ad una prima lettura sembra assegnare importi per decine di migliaia di euro; in realtà in grassetto ed in alto è riportata la cifra corretta del rimborso.

In attesa che parta anche la lotteria degli scontrini, rinviata a marzo, chi avrà gioito nel leggere l’errore grafico, avrà subito dopo sentito una vocina: «Non hai vinto, ritenta».

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