I talenti, è cosa risaputa, sono dei tipi estemporanei capaci di tirare fuori la sorpresa dal cilindro quando meno te lo aspetti. Come nel caso di Giuseppe Russo, artista a tutto tondo, autentico prodigio delle note. Autore, cantante, arrangiatore e soprattutto musicista, capace di infinite creazioni attraverso la tastiera del suo pianoforte. Prima del maledetto lockdown che ha messo in ginocchio tutto il comparto musicale, lo avevano lasciato con il bellissimo singolo “Laureato/Disoccupato”, il disagio della mancanza di lavoro tra i giovani trattato con ironia e provocazione (VEDI VIDEO-SERVIZIO). Doveva essere l’inizio di un nuovo percorso professionale prima che i DPCM bloccassero il mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo. Giuseppe non ha perso il sorriso e soprattutto la sua voglia di plasmare il suo talento e proprio nei giorni di questo Natale dal sapore diverso e un pochino malinconico ha voluto lasciare una sorpresa sotto l’albero della musica, facendo risplendere il canto classico per eccellenza delle festività. Ecco allora servita una nuova, coinvolgente e ritmata versione di “Quanno nascetto Ninno”, il canto di Natale tra i più famosi al mondo, scritto nel dicembre del 1754 in lingua napoletana da Alfonso Maria dè Liguori. Per la prima volta in assoluto venne utilizzato il vernacolo per cantare la nascita di Gesù. “Quanno nascetto Ninno” può essere considerato a tutti gli effetti il “papà” del famosissimo “Tu scendi dalle stelle” che trasse forte ispirazione dalla composizione del vescovo napoletano.

Il cantautore Giuseppe Russo

In questo 2020 tutto da dimenticare, il pianista maddalonese Giuseppe Russo ha voluto cucire un nuovo vestito ad un canto che fonde in sé mistero, storia e speranza. Un progetto nato e prodotto in famiglia…nel vero senso della parola. “Per rafforzare la mia voce – sorride Giuseppe – ho dovuto creare un “assembramento” di un coro formato dalla mia famiglia, quasi a voler sancire questi durissimi mesi di lockdown in cui ci siamo sostenuti l’uno con l’altro. La scena è stata proprio questa: il 23 dicembre mattina ho preparato struttura e arrangiamento, alle otto della sera li ho radunati tutti in studio e in mezzo a tante risate siamo riusciti nell’intento. Questa versione diQuanno nascetto Ninnoè per ricordare a tutti che c’è sempre un “ninno” dentro di noi che va ascoltato ad alimentare. Il dovere della musica – conclude Giuseppe Russo – è anche quello di comunicare e soprattutto ricordare la spiritualità e la storia di canti come questo che attraverso i secoli hanno saputo mantenere intatta la loro magia”.

Dietro le quinte di… Prove per un coro…

Il progetto di “Quanno nascetto Ninno” si è avvalso, inoltre, della collaborazione di Giuseppe Polito che ne ha curato Mix e Master ed Elia D’Albenzio per la parte grafica.   

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