Foto: © SS Lazio

Dopo l’allenamento di oggi pomeriggio al Training Center, il Napoli andrà in ritiro fino alla partita contro il Torino mercoledì sera

L’immeritata sconfitta contro l’Inter a San Siro nel turno infrasettimanale di mercoledì scorso aveva, oltre al rammarico, lasciato in eredità una certa convinzione. La capacità del Napoli di giocarsela contro chiunque. La sconfitta di ieri contro la Lazio ha confermato un’altra di certezza, ovvero l’altra faccia della medaglia rappresentata dalla mancanza di dare continuità alle sue prestazioni. All’Olimpico è sceso in campo il Napoli più brutto di questa stagione: una gara in cui gli azzurri avrebbero dovuto riprendersi con gli interessi quanto perso al Meazza ma che invece ha mostrato una squadra spenta e mai in partita. La doppia trasferta tra Milano e Roma inoltre, avrebbe dovuto confermare se la squadra di Gattuso avrebbe potuto puntare a qualcosa in più del quarto posto, vero obiettivo di inizio campionato.

Si è sempre sostenuto che il Napoli avesse le potenzialità per poter competere per lo scudetto. Una rosa lunga, diversi giocatori di qualità, la solidità difensiva, la capacità di creare in zona offensiva – pur non riuscendo sempre a finalizzare – e un campionato più equilibrato in cui tutto può succedere. Di contro, ciò che frenava le migliori fantasie la presenza di alcuni limiti, anch’essi prontamente sottolineati. Il principale, la mentalità. Non da grande società, né da grande squadra. Il che ha comportato spesso un’alternanza di risultati e prestazioni che oggi si traducono in 5 sconfitte in campionato, – 8 dalla vetta occupata dal Milan (in attesa del ricorso per i fatti di JuventusNapoli) e la perdita di un primato, quella di miglior difesa della Serie A. Quando le cose non girano manca spesso chi riesca a prendere per mano la squadra per aiutarla a superare le difficoltà in campo.

Non può essere un alibi né la mancanza contemporanea di Osimhen, Mertens e Insigne. Lo stesso Napoli si è trovato ad affrontare squadre con diversi assenti (come l’Az Alkmaar in Europa League, vittoria degli olandesi decimati dal Covid al San Paolo) o privi di giocatori cardine (come col Sassuolo, vittorioso a Fuorigrotta per 2-0 senza Berardi, Caputo e Đuričić). La stessa Lazio ieri non aveva Acerbi, Lucas Leiva, Fares, Parolo e Correa. Né il fatto che si giochi sempre: ad oggi le 4 squadre che precedono gli azzurri hanno fatto lo stesso numero di gare tra campionato e coppe, giocando ogni 3 giorni. Le 5 sconfitte (di cui una a tavolino) sono arrivata con le prime otto della classifica, di cui 3 con le prime 3.

Ma Gattuso non è tipo da cercare alibi, come lui stesso ha più volte affermato. E non è il caso di fare drammi, come ha dichiarato nel post match di ieri il suo vice Gigi Riccio. Del resto il principale obiettivo, il ritorno in Champions, è ancora lì a portata di mano. Basta non farlo scivolare via.

Napoli, Riccio: “Non possiamo essere questi, ma non facciamo drammi”

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