La Vergine in trono con Bambino è stata rubata dalla parrocchia di San Felice Martire di San Felice a Cancello nel 1985. Scovata in Germania, la questione arriva in Parlamento su iniziativa dell’Associazione “Fatti per volare” e del M5S. C’è però un paradosso

9 luglio del 1985. In piena notte la chiesa di San Felice Martire di San Felice a Cancello subisce il furto della “Vergine in trono con Bambino“. Una scultura lignea di autore ignoto risalente ai primi decenni del 1400 che rappresenta la Madonna come regina seduta sul trono, con addosso il mantello regale e in testa il diadema. Con le mani sostiene il bambino Gesù – scolpito nello stesso tronco della Vergine – in piedi nell’atto di benedire. Solo dopo l’opera prende il nome di Santa Maria a Parete (apparsa o ad parietam) per ricordare l’apparizione della Vergine il 24 aprile del 1514 a Liveri della diocesi di Nola, da cui ne deriva il culto, come era già accaduto per San Felice Martire. Cinque anni più tardi, nel 1950, nella parrocchia della cittadina suessolana sarà rubata anche la copia.

A sottolineare il prestigio artistico dell’opera, la sua esposizione nell’anno Santo del 1950 al Palazzo Reale di Napoli nel corso della mostra della scultura lignea della Campania dal sec. XII al sec. XVII. La statua è allora giudicata “tra le più raffinate creazioni della scultura lignea meridionale, avvolta in un armonioso ritmo compositivo che ne avvalora la solennità e il profondo sentimento umano“.

LA QUESTIONE IN PARLAMENTO

Arriviamo al presente, quando l’associazione “Fatti per volare” scrive alla senatrice del M5S Margherita Corrado, archeologa e membro della Commissione Cultura a Palazzo Madama. Corrado, insieme ad altri 6 senatori pentastellati ha presentato lo scorso aprile un’interrogazione parlamentare al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Con l’interrogazione è stato messo in evidenza come i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale abbiano localizzato l’opera in Germania nel 1988. Tuttavia la richiesta di restituzione della statua è stata respinta dal momento che l’attuale proprietario ha dimostrato la sua acquisizione in buona fede. Per la sua cessione chiese infatti una somma di denaro.

I senatori grillini però hanno anche sottolineato come il ministro Dario Franceschini lo scorso 21 febbraio, nell’incontro avuto con il suo omologo tedesco – il Commissario del governo federale per la cultura e i media Monika Grütters – ha confermato l’impegno alla restituzione delle opere confiscate dai regimi nazi-fascisti. Nell’occasione infatti l’Italia ha restituito alla Germania una scultura di Andrea della Robbia, la statua della Maddalena. L’opera era stata sottratta dai nazisti a una famiglia ebrea tedesca e erroneamente consegnata all’Italia nel dopoguerra.

IL PARADOSSO DELLA RESTITUZIONE

Nonostante l’interrogazione parlamentare e nell’attesa di testare l’effettivo impegno delle Germania di dare seguito all’impegno preso dal Ministro Grütters nel corso dell’incontro con Franceschini, l’opera continua a rimanere in terra tedesca. Ma come spiega Enzo Gagliardi, professore delle Belle Arti di Napoli c’è un problema. “Nessuno chiede la restituzione“, racconta il docente e presidente di “Fatti per volare”. “Né i devoti sanfeliciani, che probabilmente non conoscono il valore dell’opera, né le istituzioni. Per questo a brevissimo invieremo al Presidente Mattarella una richiesta di interessamento e magari un suo intervento per ottenere la restituzione di questa autentica opera d’arte“. Tra coloro che non si sono attivati per la richiesta di restituzione figura anche la Diocesi di Acerra che, teoricamente, sarebbe la proprietaria della statua.

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