Casertana in campo contro la Viterbese con due calciatori positivi, nonostante la richiesta di posticipare almeno di qualche ora l’inizio della gara in attesa di conoscere l’esito dei tamponi

Quindici tesserati del gruppo squadra positivi al Covid-19, ma non è stato sufficiente a rinviare la gara di Serie C CasertanaViterbese. Né la Lega Pro né il club laziale avevano accolto la richiesta dei falchetti di non giocare, data la presenza inoltre di altri 3 giocatori rossoblù febbricitanti, risultati in precedenza negativi al tampone. Alla fine la Casertana è scesa in campo con 9 giocatori, perdendo il match al Pinto per 3-0. E due dei tre calciatori con la febbre si sono poi rivelati positivi. A comunicarlo è lo stesso club campano: “La Casertana FC comunica che due dei tre calciatori rossoblù sottoposti ad urgente tampone dall’ASL di Caserta nell’immediato pre-partita del match con la Viterbese, a causa dell’evidente stato febbrile, sono risultati positivi al Covid-19“.

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LA RABBIA DEL PRESIDENTE D’AGOSTINO

La scelta di scendere in campo ha mandato su tutte le furie il presidente dei falchetti Giuseppe D’Agostino. “E’ stato scandaloso e vergognoso. Mi vergogno di far parte di questa Lega. Se questo è il calcio, vuol dire che io non c’entro niente. Mi sento deluso, offeso e preso in giro da tutti. Non ho mai visto una cosa del genere. C’hanno fatto fare tamponi su tamponi in questa settimana ed alla fine siamo stati costretti a scendere in campo in nove. Purtroppo siamo rappresentati malissimo. Prendo le distanze da quelle persone. Il presidente della Viterbese ha messo a rischio anche la sua squadra. Eravamo in nove ed in più tre calciatori erano con la febbre ed abbiamo ritenuto opportuno sottoporli a tampone.

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Interessavano solo i tre punti. Se ce l’avessero chiesti, l’avremmo dati prima. Alle due e mezza ho sentito il presidente della Viterbese. Mi diceva che non poteva rinviare la partita perché lui ha speso due milioni e non poteva rischiare. È una questione di soldi? Qui si parla della salute delle persone. Abbiamo quindici positivi (ora 17, ndr). Quando si può parlare di focolaio? Questa è una domanda che vorrei fare all’ASL. Se si trova un positivo in un’azienda, chiudono tutto per quindici giorni. E noi invece possiamo giocare. Possiamo morire! Me ne vergogno. Non presentarci? Si poteva fare. Ma non dovevamo essere noi a decidere se scendere in campo o meno. Non è giusto! Castellammare? Decidere la Lega. Se dobbiamo andare a giocare, andremo. Tanto decidono loro”.

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