Tutto il mondo sta piangendo Diego Maradona. In tantissimi contravvenendo alle disposizioni da zona rossa, molti altri attraverso ricordi, storie, immagini d’epoca e mille aneddoti a riguardo. Non poteva essere da meno Maddaloni, da sempre feudo storico del tifo azzurro che proprio negli anni napoletani del “Pibe de Oro”, ha scritto pagine importanti sugli spalti del San Paolo e non solo. Proprio in questi giorni in cui l’attenzione di milioni di persone si divide tra Buenos Aires e Napoli, città che più di tutte stanno vivendo il lutto per l’improvvisa morte di Maradona, anche a Maddaloni non sono mancati gli omaggi all’eterno capitano protagonista di una stagione irripetibile con la “10” azzurra. Immediato e spontaneo è stato legare a doppio filo il ricordo di Dieguito con quello di Antonio Vinciguerra, per tutti Mariantonio, il “gigante buono” scomparso lo scorso 9 novembre a causa del Covid. Antonio è stato uno dei simboli più riconosciuti della tifoseria napoletana in quel di Maddaloni. Interi campionati vissuti sui gradoni in casa e trasferta a sostenere i colori azzurri. Ovviamente gli anni di Maradona sono quelli che si raccontano quasi come un romanzo popolare vissuto in prima persona. Proprio per questo, Sebastiano, Davide, Angelo e Francesco, il gruppo di lavoro della Vados Pubblicità, l’agenzia di cui era titolare Antonio Vinciguerra, ha tappezzato i principali spazi della città con un manifesto dal doppio intrinseco significato: l’ultimo saluto a Maradona e l’ennesimo grande abbraccio a Mariantonio a meno di un mese da un addio che ha fatto piangere tutta Maddaloni.

I manifesti realizzati dall’agenzia VADOS presenti in questi giorni a Maddaloni

Ho fatto quello che ho potuto, non credo di essere andato così male AD10S”. Così recita il 6×3 realizzato dalla Vados dove lavora anche Domenico, il figlio di Mariantonio che nel 1985 fu tra i fondatori della sezione maddalonese del CUCB (Commando Ultrà Curva B) insieme con gli eterni amici Mimmo Proto, Nello Mirotto e Simone D’Aiello. Anni fantastici ed irripetibili dove oltre il tifo si era guidati dall’amore sconfinato per il Masaniello venuto dall’Argentina. “Non c’era soluzione di continuità. Si tornava dalla trasferta la domenica notte – ricorda Simone D’Aiello – ed il lunedì si iniziava già a parlare della prossima partita. Per alcuni di noi le gare al San Paolo iniziavano già alle 10.30 del mattino quando bisognava presentarsi all’esterno dei cancelli della Curva per esporre lo striscione. Di seguito, fino alle 14.30, iniziava la lunga preparazione liturgica nell’attesa di vedere Re Diego. Il San Paolo era popolato di tantissimi tifosi di altre squadre che compravano il biglietto solo per poter pronunciare la famosa affermazione: “HO VISTO MARADONA”.

Simone D’Aiello, storico tifoso maddalonese del Calcio Napoli

Per noi giovani Ultras di Maddaloni, Diego ha rappresentato una rivincita, il simbolo di una Napoli di cui andare fieri anche quando ci spostavamo dalla nostra terra. Ricordo – continua Simone – che c’erano giornate intere il cui le nostre discussioni, il nostro tempo, era occupato da un solo argomento: Maradona! Antonio Vinciguerra è stato un collante molto importante per i tifosi azzurri di Maddaloni. Indimenticabili le trasferte, rigorosamente in treno, con migliaia di chilometri macinati per essere presenti in tutti gli stadi. Antonio era rispettato e voluto bene da tutti i leader del tifo organizzato, Gennaro “Palumella” Montuori in primis. Noi giovani di quella generazione, anche con pochi soldi in tasca avevamo un tesoro inestimabile: Diego Maradona. Non nascondo la mia emozione nel vedere i manifesti affissi in questi giorni a Maddaloni. Un bellissimo gesto della Vados Pubblicità nel ricordo di un amico che resterà nel cuore di tutti noi”.   

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