Se c’è una qualità di Gattuso da apprezzare è il suo modo di essere sincero e diretto nelle dichiarazioni. Rino è fatto così, pane al pane, vino al vino. Senza nascondersi dietro quelle frasi di circostanza oramai retoriche utilizzate dal 99% dei giocatori e allenatori. Mario Rui e Ghoulam finiscono in tribuna nell’ultimo match di campionato col Bologna: problemi fisici, scelta tattica, supporrà qualcuno. No, “hanno passeggiato in allenamento” dirà Gattuso.

Fin dal suo arrivo, il tecnico azzurro ha insistito spesso sul concetto di lavoro in settimana nella preparazione delle partite, ripetendo più e più volte la sua importanza. Perché la gara è lo specchio di quanto provato in allenamento; perché non ci sono limiti al continuo miglioramento, al quale il Napoli deve protendere; e perché, il lavoro svolto al massimo è per l’allenatore calabrese il modo per non mancare di rispetto a compagni, squadra, società, città e tifosi.

Altro suo pregio, il non portar rancore. Mario Rui e Ghoulam infatti non sono i primi ad essere stati “puniti” per scarso impegno o per aver dato precedenza alle questioni personali anziché di squadra

Prima di loro hanno dovuto fare i conti con Gattuso l’ex azzurro Allan e Lozano. Il messicano da allora e in questa prima parte di stagione pare abbia beneficiato di quella tirata d’orecchie, mostrandosi lontano parente del giocatore intravisto sotto la gestione Ancelotti e trovando altre chance di scendere in campo. Tant’è che oggi l’ex PSV è quasi sempre tra l’11 titolare.

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Nella stagione in cui occorre fare i conti con il Coronavirus, Gattuso dovrà fare a meno di Elseid Hysaj, terzo azzurro ad aver contratto il Covid dopo Zielinski e Elmas. L’albanese è tra i più impiegati dall’allenatore partenopeo: è l’ottavo giocatore maggiormente utilizzato (430 minuti) e spesso in una posizione non sua, dato che la sua corsia è stabilmente occupata da Di Lorenzo. La sua assenza col Milan nel big match dell’8ª di campionato è l’occasione per dare nuova chance ad uno tra Mario Rui e Ghoulam, con il portoghese in vantaggio sul franco-algerino nelle gerarchie.

Contro i rossoneri entrambi – o comunque uno dei due – avranno modo di dimostrare di aver inteso il messaggio chiaramente espresso dall’allenatore, pronto sempre a mettere il gruppo in primo piano rispetto al singolo. Ma anche mai rancoroso e aperto nel dare una seconda possibilità a tutti. E magari anche per i due “figliol prodighi” la “punizione” subita da Gattuso sortirà lo stesso avuto su Lozano, dimostrando che si è trattato solo di un errore ora lontano ricordo.

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