Settant’anni e tante vite da raccontare. Le trasgressioni, le piume e i lustrini degli esordi, i temi sociali, poi l’impegno e le rivendicazioni, gli show kolossal, la crescita e la maturità artistica, i mille successi conquistati, qualche sogno riposto nel cassetto, le provocazioni sempre a portata di mano ed ovviamente tante canzoni finite nella vita di tutti noi…anzi finite per raccontare i migliori anni della nostra vita. Renato Zero compie oggi 70 anni e il regalo più bello ha voluto farlo lui allo stuolo incalcolabile di fans arrivato quasi alla quarta generazione. Un’Opera divisa in tre volumi, ZeroSettanta, che raccoglierà, ad uscite cadenzate (30 settembre, 30 ottobre, 30 novembre), quasi quaranta inediti con una parte dei proventi che sarà destinata ai lavoratori che lo hanno seguito in tanti anni di concerti e live. Un rapporto con il suo pubblico, i sorcini, che pochi altri artisti possono vantare di avere e che nel tempo si è trasformato in un legame simbiotico e indissolubile diventato spesso vitale per il cantautore romano. Dagli esordi difficili negli anni Sessanta, con le prime stravaganti trasformazioni, che faticarono ad essere comprese dal pubblico, al debutto nel mondo del musical con la versione italiana di “Hair”. Primo in classifica in cinque decadi differenti, ha inevitabilmente segnato la storia della musica e del costume italiano.

Renato in uno dei suoi memorabili concerti

L’amicizia fraterna con Loredana Bertè, l’esordio discografico nel 1973 e tre anni dopo il primo grande successo personale con “Zerofobia”, album considerato tra i migliori cento della musica italiana di ogni tempo. Al suo interno canzoni come “Mi vendo” e “Il Cielo”, quest’ultimo diventato una sorta di cantico religioso. Un anno dopo si replica con “Zerolandia”, trascinato da singoli come “La favola mia”, “Sesso o esse” e soprattutto “Il Triangolo”, melodie superpop e tanta elettronica per una delle canzoni più provocatorie di Renato Zero, per tredici settimane ai vertici delle classifiche. Capitolo a parte per “Il Carrozzone”, brano inizialmente destinato a Gabriella Ferri che Renato trasformò nel suo personale capolavoro su testo di Franca Evangelisti e Piero Pintucci. Alti e bassi negli anni ’80, che si aprono con l’affermazione dell’album “Tregua” (dedicato al padre Domenico scomparso e sempre ritenuto una figura decisiva nella crescita. Maresciallo dei Carabinieri che non ha mai ostacolato le scelte del figlio, ndr), dove si toccano temi delicatissimi come l’omosessualità e con la traccia “Amico” che il tempo trasforma in un inno che unisce lo sterminato popolo degli “zerofolli”.

“Zerofobia”, considerato uno degli album più importanti della musica italiana

Fa seguito il successo televisivo di “Fantastico 3” con il tormentone “Viva la Rai”, seguito, poi, da un periodo creativo non all’altezza delle aspettative, nonostante album realizzati insieme a grandi accompagnamenti orchestrali. La rinascita arriva negli anni ’90 e passa inaspettatamente per il Festival di Sanremo, forse il palco meno adatto per le provocazioni di Renato. Nel 1991 debutta all’Ariston con “Spalle al Muro”, delicato brano sulla terza età scritto da Mariella Nava. La platea gli riserva un tributo caloroso ed emozionante. Si classificherà al secondo posto con e le vendite dell’album live “Prometeo” raggiungeranno numeri fortissimi. Nel 1993 ancora Sanremo con “Ave Maria”, canzone dove la riscoperta per la fede e la spiritualità gli valgono quattro minuti di applausi ininterrotti da parte del pubblico. Sarà un decennio magico con album strepitosi e brani come “Cercami”, “I giardini che nessuno sa”, “Dimmi chi dorme accanto a te” e il cult “I migliori anni della nostra vita”, ennesimo manifesto della carriera. Il nuovo millennio si apre con il ritorno in televisione che ci regala un Renato Zero showman alla guida di “Tutti gli zeri del mondo”.

Un Renato Zero decisamente anni ’80…

Gli ultimi venti anni sono ancora un percorso lastricato di affermazioni e di album che hanno lasciato un segno importante (“Cattura” nel 2003, “Presente” nel 2009, “Alt” nel 2016), ospitate televisive dall’amica Maria De Filippi e soprattutto concerti eventi che interi “sold out” registrati pochi minuti dopo la messa in vendita dei biglietti. Settant’anni da protagonista assoluto, con un fortissimo segno lasciato nella storia della musica italiana. Punto di riferimento non solo artistico per un pubblico di tutte le età, ha recentemente dichiarato che questo compleanno speciale non sarà vissuto come una commemorazione bensì come una rinascita per nuovi progetti da realizzare nonostante la pandemia lo abbia privato in questi ultimi tempi di una delle cose più importanti: il rapporto con la gente e la nascita di nuovi spettacolari concerti. Buon Compleanno, Renato: la tua musica è stata…Rivoluzione!

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