Questa rubrica, che dallo scorso giugno ci accompagna tra ricordi, storie ed aneddoti di canzoni ed artisti che hanno lasciato un segno importante nel cuore del pubblico (nonché nei più importanti almanacchi musicali), non poteva esimersi da dedicare un piccolo tributo alla canzone che da trentacinque anni segna inesorabilmente la fine della bella stagione o quantomeno del ritorno alla classica quotidianità. Come spesso amiamo ripetere, ci sono canzoni che diventano qualcosa in più di un’opera musicale. Si impossessano della nostra vita diventando una sorta di ipnotico tormentone. Nel maggio del 1985, i piemontesi Righeira trovano la sintesi, le parole e gli accordi giusti per mettere il punto esclamativo ad una carriera che, seppur breve, li ha trasformati in icone assolute della elettro-dance anni ’80, conquistando posizioni di tutto rispetto anche nelle classifiche britanniche ed americane. “No tengo dinero” e soprattutto “Vamos alla Playa”, erano stati degli autentici “casi” che avevano riportato la Italo-Disco a competere con le “case madri” del genere. Attentamente seguiti dai guru Carmelo e Michelangelo La Bionda, i torinesi Stefano Righi e Stefano Rota, compagni di liceo ai tempi della scuola, hanno inevitabilmente segnato gli anni ’80 con successi scolpiti nella memoria e il loro look eccentrico e leggermente votato al tamarro. Nel 1985 con “L’Estate sta finendo” raggiungono il picco massimo della loro discografia. Arriva anche una maturità artistica che le precedenti “hit da spiaggia” non erano riuscite a conquistare.

I Righeira, simboli degli anni ’80

Una maturità che giunge paradossalmente con una canzone che parla della paura di crescere e di “diventare grandi”. Anche sotto il profilo musicale si ascoltano piccole novità: l’esagerazione di pop elettronico del passato, lascia spazio a una discreta dose di melodia ad iniziare dall’inconfondibile sassofono che introduce il brano. Inutile ricordare che “L’Estate sta finendo” dominò tutto quello che c’era da dominare in quel 1985: dal Festivalbar (du cui potete vedere l’esibizione nella finalissima di Verona) a “Vota la Voce”, passando per i primi posti in classifica non solo italiani (anche in Spagna, Germania e Svizzera, il pezzo spopolò letteralmente. Nei confini nazionali fu quattro settimane al numero uno assoluto e da maggio a novembre nella TOP TEN). Dischi d’oro e riconoscimenti come se piovesse ma, questo pezzo non può essere raccontato solo per i trofei finiti in bacheca. Sarebbe un sacrilegio. “L’Estate sta finendo” è una canzone intrinseca di malinconia e di adolescenza perduta che si colloca in un periodo diametralmente opposto ai temi trattati: siamo in quegli anni ’80 fatti di colore, ottimismo, edonismo e inesorabile voglia di apparire belli, ricchi e vincenti. Anche se nessuno lo ha mai confessato pubblicamente, la canzone-simbolo dei Righeira, si ispira a “La fine di agosto” pubblicata da Little Tony nel 1964.

Micheal e Johnson Righeira durante una recente ospitata televisiva

C’è il classico campionario dell’estate che sta per terminare e degli amori balneari che stanno per diventare una foto sbiadita. Immancabili riti e vicissitudini dell’estate visti anche in “Sapore di Mare”, film-cult dei fratelli Vanzina. Una bella dose del successo de “L’Estate sta finendo” è sicuramente dovuta anche al forte contrasto tra l’allegria trascinante della musica e il testo che spinge sul pedale della tristezza, con la piena consapevolezza che l’età dei sogni sta per finire. Il testo è un elenco quasi cronologico di cose, oggetti e situazioni che, legati dalla fine dell’estate, rappresentano un piccolo vademecum di nostalgia. Un anno che sta per finire e che inevitabilmente trascina verso la fine della gioventù, gli stabilimenti balneari che iniziano a smobilitarsi, i ricordi che cominciano ad ingiallirsi. Il tutto incartato dalla struggente coscienza di immaginare la donna amata nelle calde giornate di spiagge e mare già tra le braccia di un altro. Una canzoncina di una banalità quasi surreale che, però, da 35 anni ci ricorda quanto è stato drammatico passare dall’età adolescenziale a quella adulta. Gli esperti in materia ritengono “L’Estate sta finendo” il tormentone per eccellenza. Di sicuro questa “Wonder Hit” ha avuto il merito di segnare una generazione e crescerne tante altre, fermando il tempo e facendoci fare le addizioni (e spesso anche le sottrazioni) della nostra vita.     

Pubblicità
error: Non si copia!!!
GiornaleNews App

GRATIS
VISUALIZZA