MADDALONI- Il lockdown ha imposto lo stop forzato a milioni di lavoratori. Ma anche superlavoro, oltre l’immaginabile, ad altre categorie. E non stiamo parlando dei celebrati eroi della sanità. Stiamo parlando degli “eroi della gratuità” quelli del volontariato con molti rischi, in prima linea per garantire servizi alle persone in difficoltà. Tra questi, ci sono i volontari del Nucleo della Protezione Civile da qualche settimana alle dipendente del capitano Nicola Della Peruta. E’ tempo di bilanci, mentre continua l’impegno per la gestione della fase due della pandemia. hanno lavorato nei servizi di vicinanza per le persone durante la quarantena: distribuzione alimenti; distribuzione ausili sanitari, distribuzione farmaci; distribuzione aiuti dei servizi sociali. Oggi, sono impegnati nella attività a supporto del distanziamento sociale e la vigilanza nelle villette. Aiuti alle famiglie dei disabili affetti da autismo che frequentano, in fasce orarie protette, villa Iano Pacifero. E poi ancora. utilizzo dei volontari per l’accesso controllato per gli ambulatori del distretto sanitario 13. E non è finita perchè la gestione dell’emergenza Covid-19 continua. Altro che Protezione Civile utile solo a gestire le processioni religiose. Non è finita qui. L’altra parte della Protezione Civile si chiama «tutela dell’incolumità dei cittadini, della sicurezza urbana, servizio antincedio, attività di ausilio ai Vigili del Fuoco, protezione da eventi meteo avversi». E qui, c’è l’imbarazzo della scelta nel ricordare il recente intervento in via Napoli (combustione di un sottotetto); quelli per le cadute di calcinacci; le operazioni di messa in sicurezza per le raffiche di vento; in caso di alberi abbattuti, durante le nevicate e le forti piogge e allagamenti. E su tutto le campagne antincendio. Si potrebbe dire molte cose. Ma parlare di Protezione Civile sono parole sprecate. L’elenco della cose fatte e che saranno fatte parla da solo. Vale proprio per i volontari l’insegnamento evangelico che si è, non con le parole, ma con le opere.E’ scritto: «È infatti dalle vostre opere che vi riconosceranno miei discepoli».

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