Ogni santo giorno, domenica compresa, intorno alle ore 19 decine di furgoncini e di auto (quasi sempre con più passeggeri di quelli consentiti) scaricano decine e decine di donne (gli uomini sono pochi) che per ore ed ore (in genere dalle sedici alle diciotto) hanno dato le proprie braccia all’agricoltura del territorio. Traviale Regina Margherita e strade adiacenti(in particolare Via Savona, nei pressi di quel perenne parcheggio-non-parcheggio anche discarica permanente) è tutto uno scaricare di invisibili che poi vanno ad affollare le abitazioni di fortuna fittate probabilmente senza alcun contratto e in genere ospitanti più di quanti non solo sia consentito ma anche umanamente possibile Mai un controllo, mai una verifica. Mai nessuno che provi ad appurare chi siano gli autisti di quei furgoni e di quelle macchine, per chi lavorino quelle centinaia di braccia, con quali diritti e garanzie vengano occupate quelle tante donne e quei pochi uomini. E chi sono questi invisibili senza i quali ciò che resta (in poche mani) della nostra agricoltura andrebbe definitivamente in malora, da dove vengono, dove vivono e in quali condizioni vivono, se lavorano in sicurezza (soprattutto di questi tempi), se hanno figli minori che frequentano regolarmente la scuola, come fanno a curarsi e così via.In una città ai primi posti in Italia per multe agli automobilisti ti aspetteresti maggior controllo, soprattutto a difesa dei diritti degli invisibili e non dei latifondisti o degli immobiliaristi nostrani.Ti aspetteresti più attenzione verso queste povertà che-in fondo in fondo– fanno comode a tanti. Che tempi quelli in cui quel Consigliere regionale-con tanto di sindaco e di sciame al seguito- scalava in diretta facebook i cosiddetti “Palazzi Cirio” mostrando “i muscoli di plasticadel capitano” e lanciando proclami securitari! L’immigrazione per questi signori si declina, infatti, esclusivamente in termini securitari, mai sotto il profilo sociale, dell’accoglienza e dei diritti (sono stati capaci di arrivare alla vergogna di negare i buoni spesa a chi è privo del requisito della residenza!).E, infatti, oggi non è più oggetto della loro attenzione. Lo ridiventerà– ma per poco tempo e alla loro maniera– soltanto quando ci sarà un altro episodio di violenza e di microcriminalità o quando ci sarà qualche altro reportage e arriveremo alla ribalta nazionale. Quella parte minoritaria della città che sugli immigrati fa affarista, intanto, “ammucciata e sfrutta. Quella che impunemente chiamano “classe dirigente”, con voluta complicità,tollera. Mentre tutti gli altri”guardano e passano”.In una Mondragone dove lo Statuto dei lavoratori che compie 50 anni non è mai nato!Gli invisibili delle campagne oggi- giovedì 21 maggio– incrociano le braccia per chiedere la regolarizzazione di tutti. Il “Decreto Rilancio”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha nei fatti dato luogo, con uno strettissimo spiraglio irto di sbarramenti e condizionalità, alla regolarizzazione per mera utilità di mercatoanzichégarantireildirittoalla vita.L’USB Lavoro Agricolo organizza in concomitanza con lo sciopero la consegna di cesti di frutta e verdura alle prefetture, simbolicamente destinati a un governo che non ha voluto raccogliere le grida di dolore degli invisibili, che sianolavoratoriomeno.Con il “Decreto Rilancio”, ha precluso loro nei fatti il rilascio di un permesso di soggiorno per emergenza, convertibile per attività lavorativa, che consentisse due atti basilari: l’iscrizione all’anagrafe e la scelta di un medico di base. Ancora una volta, per ragioni di cinico equilibrismo politico, si è voluto proseguire sulla strada dei decreti sicurezza e della Bossi-Fini, abbandonando a se stessi i disperati.I nostri “invisibili” quasi sicuramente non si uniranno a questo sciopero. Loro sono più “invisibili” degli “invisibili”.L’AMBCdenuncial’immobilismo e l’indifferenza dell’Amministrazione Pacifico su queste priorità sociali, fa suo l’appello dell’USB Lavoro Agricolo e ripropone alle consumatrici e ai consumatori di Mondragone e di tutti i comuni limitrofi  uno sciopero della spesa da attuare sempre oggi, giovedì 21: niente acquisti di frutta e verdura, in segno di solidarietà con la richiesta di regolarizzazione che proviene dall’esercito degli invisibili delle nostre campagnehttps://www.usb.it/index.html.Terminiamocon una proposta per don Paolo Marotta. L’AMBC ti ha già illustrato e sollecitato –invano– il progetto per una Festa (o Festival) Nazionale della Cucina Povera,inglobante anche la storicaFagiolata. In attesa che questa proposta perda per strada gli attuali intralci, ti proponiamo di prevedere durante le prossime fagiolate (non sappiamo ancora se quella del prossimo settembre potrà farsi) iniziative di conoscenza ed integrazione delle culture straniere presenti in città,prevedendo che un paio di cortili di Sant’Angelo possano ospitare “La Cucina dell’Altro Mondo”,ove preparare per far degustare. oltre ai nostri (?) fagioli, qualche piatto tipico dei Paesi d’origine dei nostri concittadini migranti. Una proposta per la quale l’AMBC fin d’ora offre la propria disponibilità a collaborare e sulla quale si impegna a ritornare con maggiori dettagli.

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