MADDALONI- Come salvare il centro storico abbandonato e a rischio desertificazione? Ci pensano, come al solito, i privati. Arriva una proposta basata sul restauro di giardini curati e trasformati in «orti urbani» e in parcheggi. Non è il solito libro dei sogni ma una proposta, messa nero su bianco, dall’Associazione Re.curo che, da anni, fa manutenzione gratuita lungo le tortuose stradine medioevali. Ne parliamo con il presidente arch. Antonio Mereu.

arch. Antonio Mereu

Il comune, come da tradizione, non ce la fa. Il centro storico è assediato dalle auto in sosta. Quale è la via d’uscita?

Per fermare lo spopolamento e il degrado definitivo, abbiamo presentato un progetto concreto a costo zero di «rifacimento integrale della viabilità, parcheggi e verde». Per giunta fattibile perché il comune non mette un euro, ma i privati offrono spazi in cambio di una  «convenzione per la riqualificazione funzionale».

Che tradotto in pratica significa?

Si tratta di una cosa molto concreta finalizzata a trasformare i grandi giardini chiusi, e purtroppo anche abbandonati, in aree o parchi pubblicamente fruibili, utilizzabili come orti e per un quarto in spazi di sosta regolamentate. In un solo colpo, avviare la piantumazione di alberi da frutta (ormai senza cura), riqualificare le aree verdi (molte abbandonate) e liberare via Domenico Raffone, largo San Giovanni, via Sant’ Antonio Abate, via Fabio Massimo dalla sosta selvaggia.

E si può fare?

Certo, ci sono delle proposte. E la cosa più concerta è che c’è la disponibilità pure dei privati. Tutto questo è stato consegnato al redattore del Puc.

E’ da tempo che vi mobilitate per fermare il degrado. A che punto siete?

In realtà, è da tempo, che i privati hanno sostituito integralmente il comunale nella salvaguardia del centro storico pedemontano più grande della Provincia. Il tutto con la messa in opera di interventi di recupero non invasivi. Così, il «Movimento Recuro», che pratica azioni di cittadinanza attiva, è giunto al settimo «intervento di consolidamento, statico, protezione e recupero alla fruibilità» di scorci urbanistici, strutture e case crollate o abbandonate sul quartiere medievale e panoramico dei Formali. Tutti progetti a costo zero.

Tra le tante cose fatte, facciamo uh esempio?

Il comune non interviene: allora i volontari hanno rifatto i gradini diroccati delle stradine medioevali che seguono i percorsi tortuosi della prime pendici del Castello. L’ultimo intervento riguarda anche il consolidamento statico di un muro degradato e pericolante. Prima ancora, con sei interventi erano stati rifatti tetti crollati, muretti di contenimento cancellati dall’incuria e molto altro. Ma l’intervento più impressionante è stato la ricostruzione della «copertura dello spazio che conduce agli ipogei della chiesa di San Giovanni».

La manutenzione non basta più. Bisogna difendersi dallo spopolamento e difendere al contempo la vocazione residenziale?

Per questo, gli aderenti a Recuro hanno chiesto al sindaco di adottare o inserire nel nuovo Puc in redazione in nostri progetto di riqualificazione funzionale. Ed è solo l’inizio: sono previste allegate anche proposte di un Centro commerciale Intergrato ossia l’insediamento di  negozietti per piccolo artigianato e attività commerciale di prossimità. Un grande progetto invece è affidato al comune: convertire il tracciato collinare della Caserta-Foggia (una volta dimesso) per la viabilità pedemontana.

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