MADDALONI- Una vicenda infinita, che ha suscitato molte polemiche in oltre 30 anni, si chiude quasi in sordina. Molti proclami, scatti di nervi degli ambientalisti della domenica e infine disinteresse. Si è di fatto chiusa la lunga stagione di chiusura della centrale elettrica Turbogas di via Ficucella. Primo punto fermo: la centrale se avrà ancora un futuro produttivo sarà ad energia solare. La riconversione «green power» completa una riconversione che dura da oltre 25 anni: prima l’impianto era alimentata a olio combustibile poi a metano. Infine, è stato dismesso. E ora, sarà destinato alla «produzione di energia da fonti rinnovabili di tipo fotovoltaico» mediante stoccaggio in batterie e accumulatori per il bilanciamento di rete.Ma che nè è dell’eterna disputa sull’impatto ambientale perchè è, dal 1974, è al centro di periodiche frizioni tra Enel e il territorio, prima per gli effetti dell’utilizzo di olio combustibile con annessi serbatoi e ora sulla stima del rischio contaminazione delle matrici ambientali. Il comune e l’Enel hanno chiuso la lunga istruttoria sulle «Analisi di Rischio Sanitario e Ambientale». I dati rilevati indicano una presenza di contaminanti inferiori alla concentrazione soglia di rischio (Csr).  In concreto, i tassi di idrocarburi (Triclorometano, Dicloroetilene e Tetracloroetilene), metalli pesanti (manganese) e alifatici clorurati non cancerogeni, come già è emerso nel 2015, rileverebbero concentrazioni contenute nel suolo e un’assenza di «rischio sanitario per i lavoratori del sito e per la falda». E’ certificato che il «sito, ai sensi della normativa vigente in materia di bonifiche, risulta non contaminato». Tutta questa istruttoria, già nota da anni, dovrebbe comunque innescare una mobilitazione improbabile dei partiti politici che, essendo solo dei comitati elettorali, pensano solo alle elezioni di maggio e ai posizionamenti personali. Ma quali falde freatiche e ipotesi di contaminazione volte discutere? Veniamo alle ricadute pratiche. La prima è urbanistica: nel redigendo Puc, l’area Turbogas non cambierà destinazione d’uso e continuerà ad essere sito industriale. Resta u interrogativo. Anzi ne restano due. Che nè è del debito Imu (pari a 300 mila euro) che il comune contesta all’Enel? E ci saranno royalties (assai improbabili) per la nuova struttura che funzionerà ad energia solare?

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