“Ciò che è successo ad Acerra – annuncia l’on. Antonio Del Monaco (M5S) – non può passare inosservato. Abbiamo il compito e il dovere di tutelare la democrazia e di ripristinare la legalità”.

Del Monaco annuncia così la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul caso di Acerra, di cui si è fatto promotore e primo firmatario. Ed ecco il testo completo indirizzato ai ministri dell’Interno e della Giustizia.

Per sapere – premesso che:
durante e dopo la campagna elettorale delle elezioni amministrative del comune di Acerra, svolte nel 2012 vi è stata una complessa attività d’indagine da parte del commissariato locale di Polizia di Stato culminata in un’ampia informativa di reato; come si apprende dagli organi di stampa (il Mattino, 12 settembre 2019), nel dossier della polizia, un ex dirigente del commissariato, nel 2013, tentò di dare il via «al contestuale scioglimento del comune di Arerra». Dall’indagine è scaturito il procedimento penale a carico del consigliere di maggioranza Nicola Ricchiuti, cugino del sindaco Lettieri per scambio politico elettorale;
il 24 maggio 2016 è stata pubblicata da un autorevole quotidiano a diffusione nazionale
una video inchiesta firmata dal giornalista Antonio Crispino. Nel corso di tale inchiesta numerose testimonianze dei cittadini di Acerra evidenziano la pratica estremamente diffusa della compravendita di voti nel corso delle campagne elettorali per le elezioni comunali. In particolare, più intervistati confermano, con specifico riferimento alle elezioni tenutesi nel 2012, di aver ricevuto offerte in denaro ovvero in buoni spesa in cambio del voto o all’offerta di posti di lavoro per brevi periodi, sempre in cambio del voto; dall’inchiesta giornalistica emerge come nel corso dell’ultima campagna elettorale si sia sviluppata una sorta di «asta dei voti»; diversi intervistati hanno individuato come migliori offerenti l’attuale sindaco Raffaele Lettieri e il consigliere comunale di maggioranza Pino Puopolo;
in seguito a tali denunce pubbliche, alcuni attivisti del movimento 5 stelle, in qualità di cittadini elettori, nel giugno 2016, visto il chiaro intendimento dell’amministrazione comunale di non procedere alla costituzione di parte civile nel processo di cui sopra, inoltrarono con successo una domanda
di accesso agli atti del procedimento al fine di valutare un’eventuale costituzione di parte civile nel processo penale medesimo. Nell’aprile del 2017, lo stesso si concluse con la condanna in primo grado a dieci mesi di reclusione, a cinque anni di sospensione dal diritto elettorale e l’interdizione
dai pubblici uffici del cugino del sindaco Lettieri, Nicola Ricchiuti, ex consigliere comunale di maggioranza poi dichiarato decaduto, nel luglio 2013, a seguito delle reiterate assenze in consiglio comunale;
a giugno 2017, in forma anonima, è stato recapitato ad un comando di polizia giudiziaria un video in cui due uomini parlano tra loro di una strada asfaltata a spese di un candidato, poi divenuto consigliere di maggioranza, prima delle elezioni comunali di Acerra. Il tutto sarebbe stato fatto in cambio di voti. Il video, successivamente integrato con una registrazione vocale, è stato consegnato alla Guardia di finanza. Dallo stesso emerge che uno dei due uomini sia consapevole che certe
pratiche di gestione del consenso elettorale puntino a «comprare» il voto attraverso elargizione di servizi e favori, facendo cenno anche ad assunzioni in ditte private come strumento «normale» della campagna elettorale;
fatto gravissimo avvenuto nel mese di settembre 2019 è poi lo smarrimento, presso la corte di appello di Napoli, del fascicolo del processo per voto di scambio di cui sopra. Alla luce del fatto verificatosi, 7 richiamato dalla stampa nazionale, il Ministro della giustizia ha ritenuto opportuno attivare iniziative ispettive al fine di far luce sulla vicenda;
da pochi giorni, inoltre, il 4 novembre 2019, è stata emessa la sentenza della Corte d’appello di Napoli che conferma la condanna a dieci mesi di reclusione per Nicola Ricchiuti –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza delle situazioni illustrate in premessa e quali siano, per quanto di competenza, i loro orientamenti in merito;
se il Governo intenda valutare se sussistono i presupposti per assumere le iniziative di competenza, ai sensi degli articoli 141 e seguenti del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;
quali siano stati gli esiti della citata iniziativa ispettiva avviata dal Ministro della giustizia.

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