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MADDALONI- Sarà il giorno più lungo della sanità territoriale. Cose mai viste prima: il mitico consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria martedì 15 giugno, riscriverà la storia dell’ospedale civico di Maddaloni. Qualche anno fa si diceva: ” Un tozzo di pane e una laurea in giurisprudenza non si nega a nessuno”. Insomma, era la metafora del minimo sindacale degli anni ’70 quando le lezioni all’università si tenevano nei cinema per far fronte alla marea di iscritti in giurisprudenza appunto. Non si nega a nessuno nemmeno un consiglio comunale straordinario, con l’immancabile documento unitario: si tornerà a discutere, per la seconda volta, del futuro del Covid Hospital post pandemia. Grandi proclami, buoni sentimenti, ottimi principi, fini nobilissimi, tutti condivisili. Tutti d’accordo con tutti. Se non fosse che la pandemia ancora non è cessata, che la gestione in emergenza continua e che l’autunno è un incognita. Ma un consiglio comunale straordinario, con il solito rituale trito e ritrito, non si nega a nessuno. E alla fine uscirà il documento unitario sottoscritta della maggioranza arcobaleno del sindaco autocratico De Filippo e le opposizioni. Il punto è tutto qui: quale documento e se sarà unitario. Poi c’è la realtà. Poi arriveranno i fiumi di comunicati stampa e la dichiarazioni dei consiglieri comunali e regionali che marcheranno il territorio e la loro presenza. A leggere le carte e non a inseguire le opinioni, il futuro, non immediato, dell’ospedale è già scritto negli ultimi atti deliberativi prodotti dall’Asl: completamento terzo piano, nuovo pronto soccorso e servizi innovativi. L’appalto per il nuovo pronto soccorso è stato assegnato. Fatti, altro che documento unitario.