Si ferma a 9 la conta delle vittorie consecutive di San Antonio, arresisi a Miami nonostante 17 punti di Marco Belinelli. Partita dal sapore di playoff tra Philadelphia e Boston: vincono i Sixers grazie allo show di Joel Embiid.

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Gregg Popovich, 70 anni, con Dwyane Wade, 37 dopo il match. Ap

Gregg Popovich, 70 anni, con Dwyane Wade, 37 dopo il match. Ap

San Antonio Spurs-Miami Heat 105-110

Arriva al capolinea la striscia di nove successi consecutivi degli Spurs. La zona di Miami confonde San Antonio per gran parte del match, la squadra texana prova a rimettersi in carreggiata nell’ultimo quarto, dopo essere stata sotto anche di 17 lunghezze, ma Dragic e Wade non fanno sconti e alla fine Miami porta a casa un meritato successo. Davvero buona la prova di Marco Belinelli il quale chiude con 17 punti in 22’ di gioco. Prima del match gli Spurs festeggiano Wade, alla sua ultima apparizione a San Antonio, con un applauditissimo video del veterano di Miami per poi regalargli le maglie firmate da Duncan, Parker e Ginobili. Tutto molto bello.


la partita — I padroni di casa partono con il freno a mano tirato e a metà primo quarto gli Heat sono già avanti di 10 lunghezze. La zona di Miami manda in confusione l’attacco di San Antonio, ci pensa però Belinelli nel finale del primo quarto a riportare in scia la squadra texana. Le triple di Bertans in apertura di secondo periodo sembrano poter riaccendere gli Spurs ma un incandescente Dragic allontana Miami. Lo sloveno diventa immarcabile e trova il canestro da qualsiasi pozione, Waiters e Richardson lo imitano e gli Heat si mettono a giocare una splendida pallacanestro, chiudendo la frazione in crescendo. All’intervallo così Miami, trascinata dai 20 punti nei primi due quarti di Dragic, va al riposo avanti di 15 lunghezze. Waiters e Adebayo regalano agli Heat il +17 in apertura di secondo tempo, piano piano però San Antonio si scrolla di dosso il suo torpore e prova a tornare in carreggiata. L’eccellente impatto di Mills e Beli dalla panchina e’ una manna per Popovich, gli Spurs si avvicinano ma il canestro sulla sirena da metà campo di Wade permette comunque a Miami di arrivare alla fine della terza frazione avanti 90-78. I canestri di Belinelli e Mills in apertura di quarta frazione regalano però fiducia ai padroni di casa che si mettono anche a difendere con grande aggressività. Sale l’intensità e Aldridge prova a prendere possesso della zona pitturata. Miami risponde con Richardson e il solito Dragic, San Antonio comunque c’e’ e torna sotto arrivando a giocarsi le sue carte nel finale. La penetrazione di Gay a 1’07’’ dalla sirena riporta così la squadra di casa al -3. La difesa di San Antonio regge e gli Spurs si regalano quindi il possesso decisivo, a 13’’ dalla fine del match, con tre lunghezze di ritardo. DeRozan però incappa in un sanguinoso turnover Olynyk poi dalla lunetta chiude definitivamente i conti.
San Antonio: BELINELLI 17 (4/7, 2/5, 3/3 tl), con 1 rimbalzo, 1 assist e 1 turnover in 22’05’’. Aldridge 17 (6/10, 5/5tl), Mills 17 (1/4, 5/9), DeRozan 16. Rimbalzi: DeRozan 15. Assist: Gay 7.
Miami: Dragic 22 (4/6, 4/7, 2/3 tl), Waiters 18, Richardson 15. Rimbalzi: Adebayo 15. Assist: Adebayo 5.

Philadelphia 76ers-Boston Celtics 118-115

“Sono il giocatore più incontenibile dell’intera Nba” proclama Joel Embiid. Difficile dargli torto dopo averlo visto aiutare Philadelphia a sfatare il tabù Boston, sempre vincente nei tre precedenti incroci stagionali, e far compiere ai Sixers (47-25) un decisivo passo avanti verso la conquista del terzo posto a Est. Embiid è stato davvero incontenibile: 37 punti, 22 rimbalzi (15ª doppia doppia consecutiva), una stoppata chiave su Kyrie Irving (36 punti) nel finale, una capacità unica di guadagnarsi viaggi in lunetta (20/21 alla fine per il camerunese, 39/43 di squadra per Phila) con cui i Sixers sono rimasti a galla nei momenti più difficili di una partita in cui sono stati sotto anche di 15. Philadelphia però non ha vinto la sesta partita di fila solo grazie a Embiid, ma ha dimostrato di avere il miglior quintetto in Nba dopo quello dei Warriors: se Jo ha dominato, Jimmy Butler è stato determinante con 15 dei suoi 22 punti nel quarto periodo, compresa la tripla del 118-113 che a 4” dalla fine ha virtualmente chiuso una partita davvero frizzante. Boston (43-29) si è persa per strada dopo un gran primo tempo, in cui grazie a Irving e alla difesa (Sixers tenuti al 33,3% dal campo per tre quarti) aveva costruito un vantaggio anche di 15 punti. Nonostante le ottime partite di Al Horford (22 punti) e finalmente Terry Rozier (20 dalla panchina), difficile per Boston non risentire delle perdite di Aron Baynes (distorsione alla caviglia sinistra a metà secondo quarto) e Marcus Smart (espulso in avvio di ripresa per uno spintone a Embiid), dura resistere alla trasformazione di Phila nel quarto periodo, quando Butler si è messo a comandare il gioco usando Embiid come terminale.
Kyrie Irving prova a superare Joel Embiid. Ap

Kyrie Irving prova a superare Joel Embiid. Ap

la partita — Irving (16 punti) e la difesa trascinano Boston fino al 39-30 della prima sirena, che si gonfia in 58-43 a 6’54” dal riposo quando Rozier comincia a fare bingo dalla distanza. Phila comincia la ripresa sotto 69-58, ma quando i Celtics perdono Smart la partita cambia, con Embiid che coi frequenti viaggi in lunetta e il suo strapotere sotto canestro firma l’aggancio Sixers sull’82-82 a 5’03” dalla sirena. Boston è avanti 90-85 a inizio ultimo quarto e allunga fino a 99-90 con 8’58” da giocare. Butler, impreciso fin lì, prende in mano la partita e Philadelphia si trasforma. Simmons con un gioco da tre punti inchioda il 116-113 Sixers a 40” dalla fine, Irving prova a pareggiare subito ma vicino al ferro trova il muro Embiid. Poi Butler, con un altro capolavoro, spegne le speranze Celtics.
Philadelphia: Embiid 37 (7/14, 1/3, 20/21 tl), Butler 22, Harris 21. Rimbalzi: Embiid 22. Assist: Simmons 7.
Boston: Irving 36 (9/16, 3/13, 9/11 tl), Horford 22, Rozier 20. Rimbalzi: Irving 9, Morris 9. Assist: Horford 5.

Fonte: Gazzetta.it