Compagne di vita, sempre presenti, ma non cercatele sulle copertine dei settimanali perché non le trovereste. Per certi versi Monica Gattuso e Tamara Spalletti si somigliano: riservate, poco desiderose di apparire. Non scontrose, tutt’altro, ma a proprio agio dietro le quinte.

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Gennaro Gattuso con la moglie Monica.

Gennaro Gattuso con la moglie Monica.

La Scozia, Gascoigne e quell’armadio — Prendiamo Monica, italo-scozzese, nata a Glasgow, padre di origini napoletane che era arrivato in Scozia da cameriere e poi ha creato una catena di ristoranti. Rino entra a casa Romano da ragazzino, nei genitori di Monica trova una nuova famiglia. Certo, ne ha una alla quale resta molto attaccato (il padre Franco lo ha sempre seguito e anche adesso è il più presente allo stadio) ma non è facile per il giovane Gattuso stare lontano dall’Italia, passando dal Perugia all’ambiente di una squadra titolata e seguitissima. Eppure è in Scozia che Rino diventerà grande, grazie a Monica, alla sua famiglia (c’è anche una sorella giornalista), agli scherzi di Gascoigne, che una sera durante una festa lo rinchiuse dentro un armadio, dove Rino si addormentò. Già, gli armadi: quelli di casa Gattuso sarebbero destinati a svuotarsi e riempirsi assecondando la carriera di Rino, ma quelli di Gallarate, dove la coppia si stabilì quando Rino venne ingaggiato dal Milan, sono sempre rimasti intatti. Monica lo ha seguito dappertutto, è la compagna di Rino da quando erano teenager e non lo ha lasciato solo nemmeno un minuto. Non si è laureata, a differenza dei fratelli, proprio per seguire Rino, e gli studi universitari abbandonati erano l’unico cruccio del padre Mario, al quale Rino era molto affezionato. Per il resto, no regrets, e unione totale fra le famiglie. I due hanno avuto la prima figlia, Gabriela, nel 2004, e il secondo, Francesco, nel 2007.


Spalletti con la moglie Tamara.

Spalletti con la moglie Tamara.

La pescheria-bistrot e zero foto — Il loro legame pare inossidabile: fino a poco tempo fa Monica aiutava anche nella pescheria-bistrot di Gallarate, la Gattuso-Bianchi che Rino ha aperto con il più noto pasticcere del posto. Adesso la si vede poco, ma perché segue il ristorante Posteria di San Rocco, l’altra attività di famiglia. Ai tempi delle trasferte europee del Milan, quando si viaggiava ancora tutti insieme sui charter, Monica era una delle compagne dei giocatori più socievoli con tifosi e giornalisti. Una che non se la tirava e non se la tira, come si suol dire. Nei ritiri invernali a Dubai di solito le mogli viaggiavano in business e le tate in economy. Monica no: in economy con tutta la famiglia. Più low profile di così….Quanto all’esposizione mediatica, Monica la evita, non le piace essere fotografata. Si è concessa a C’è posta per te, ma non capita spesso.

La formazione, vino, struzzi e galline — Il marito è geloso quanto lei della privacy, però ci tiene a far capire di non essere un capofamiglia all’antica e spesso su Monica dice battute carine, tipo quella fatta in sala stampa a Milanello dopo la polemica seguita alle dichiarazioni di Collovati e alle competenze calcistiche delle donne. «Pensate che di solito la formazione la fa mia moglie». L’addio a Milano di qualche anno fa era un arrivederci, i due lo hanno sempre pensato e hanno mantenuto la base proprio per questo. I Gattuso amano la tranquillità e gli animali, ci sono sempre un paio di cani nell’organigramma familiare. Certo a livello di animali gli Spalletti sono imbattibili, visto che la tenuta di Montaione, dove viene anche prodotto dell’ottimo vino, ospita cinghiali, caprioli, struzzi, galline e altri ancora. E per una famiglia del genere, amante come i Gattuso della tranquillità e del verde, a Milano le scelte erano ristrette.

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Mille traslochi e un lavoro difficile — Spalletti è quasi sempre ad Appiano Gentile, così come Rino vive dentro Milanello (ma Gallarate è talmente vicina…). La soluzione-città è stata trovata con il Bosco Verticale, il grattacielo progettato da Stefano Boeri, architetto, guarda un po’, interista sfegatato. Tamara Spalletti vive lì con Matilde, la figlia di sette anni avuta a San Pietroburgo, molti anni dopo Samuele e Federico: uno, nato nel 1992, è avvocato e vive a Roma, l’altro (classe 1995) si è laureato a Chicago e vive negli Stati Uniti. E allora a Tamara, che ha conosciuto Luciano più di trent’anni fa, ai tempi in cui lui, con tanto di capello lungo, giocava a Spezia, non resta che dedicarsi a Matilde. Che va a scuola in centro, gioca nel nuovo parco, la Biblioteca degli alberi, mentre magari la madre legge un libro sulla panchina. Tamara va a fare la spesa all’Esselunga di piazza Gae Aulenti come quasi tutti gli abitanti della zona, accompagna il marito in rarissime occasioni pubbliche, ad esempio la festa degli auguri di Natale dell’Inter, ma resta appartata a Milano come a Montespertoli, dove c’è la casa di famiglia, quella costruita negli anni e dove la coppia ama ritirarsi quando il calendario calcistico regala una tregua. Il quartier generale degli Spalletti, un po’ come la villa fuori Gallarate di Rino. E qui Gattuso ha il vantaggio di giocare in casa, un po’ come stasera a San Siro. Ma Spalletti può contare comunque, anche lontano dalla Toscana, sull’appoggio di una donna che lo ha seguito ovunque, da quando si incontrarono nel Golfo dei Poeti. Nome romantico che ha portato fortuna a una unione capace di resistere a mille traslochi e agli alti e bassi del pallone, un mestiere difficile. Ma in fondo anche la moglie dell’allenatore lo è.

 Alessandra Bocci 

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Fonte: Gazzetta.it