Dorothea Wierer, 28 anni. Ap

Dorothea Wierer, 28 anni. Ap

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Lady Doro è già nel nome. È la sexy biathleta, l’allegria che spara e fatica. È l’anno della definitiva consacrazione di Doro, la donna che disse no a Playboy Russia. Ecco le sue frasi celebri.

il personaggio che le piace — – “Bebe Vio: un personaggio unico, che ha molto coraggio e voglia di vivere e vincere. Poi mi è piaciuto a Rio l’oro del ciclista Elia Viviani e mi è dispiaciuto tanto per il quarto posto di Federica Pellegrini: non è facile mai, quando tutti pretendono qualcosa. La gente non sa cosa significa preparare una gara olimpica, aspettare 4 anni per un giorno. Anche io ho sofferto tanto per alcuni quarti posti”.


cosa non le piace — “Gli appassionati pretendono sempre di più quando le cose vanno male e poi scaraventa subito ancora più male com’è successo a Fede. E’ un mondo da regolare, questo. C’è troppa cattiveria. Io mi sono identificata in lei, nella sua delusione che rimbalzava assurdamente sui social”.

il rapporto coi social — “Bisogna stare molto attenti a ciò che si mette sui socials, dove ci sono persone che vivono per scrivere solo cose cattive. Credo sia per invidia. Io non rispondo mai a nessuno, non posso rispondere ad alcuni ed altri no. Su Facebook e Instagram non perdo molto tempo. Non uso Internet prima di una gara, mi arrabbierei e in quel momento non posso distrarmi a leggere. A volte davvero non capisco”.

la popolarità del biathlon — “In Italia gli sport invernali fanno più fatica, nei paesi scandinavi e dell’Est è tutto più facile: da noi la Rai fa vedere una sola gara all’anno…”.

lei e l’italia — “Io mi sento al cento per cento italiana: molti pensano che noi altoatesini non ci sentiamo italiani. Macché. E poi ora io vivo a Predazzo, mi sono trasferita nel paese di mio marito. Noi italiani siamo più liberi, i tedeschi sono molto rigidi e noi siamo in questo senso diversi. Loro sono…proprio tedeschi, testardi. Quando gareggio contro le tedesche ci metto qualcosa in più? È solo in fondo questione di competizione sportiva e io ho un buonissimo rapporto con tutte le avversarie. Sulla pista non penso alle diversità ma solo a me stessa. Davvero non mi piace criticare le altre”.

lei e la squadra — “Abbiamo un bel gruppo, siamo come una famiglia, non potremmo vivere tra le tensioni facendo uno sport così pesante e con tanti impegni quasi tutto l’anno. Per gestire tutte le problematiche meglio fare in modo che ci sia un’atmosfera tranquilla”.

 Stefano Arcobelli 

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Fonte: Gazzetta.it