Marco Belinelli, 32 anni. Ap

Marco Belinelli, 32 anni. Ap

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Marco Belinelli e suoi Spurs trovano l’ottava vittoria consecutiva grazie a una prova tutta carattere e collettività ai danni dei Blazers, costretti a fare a meno di CJ McCollum a causa di un infortunio alla gamba sinistra. I Nuggets passano in volata sui Pacers, grazie al canestro decisivo di un super Paul Millsap. L’intramontabile Dirk Nowizki sale in cattedra nell’ultimo quarto e dà un contributo decisivo al successo dei Mavericks su Cleveland. Bene Jazz e Wizards. I Suns beffano i Pelicans al supplementare.

San Antonio Spurs-Portland Trail Blazers 108-103


Ottava vittoria consecutiva, la decima nel fortino dell’AT&T Center: gli Spurs (41-29) continuano a correre e mandano al tappeto i Blazers (42-27), strappando un successo in volata che permette ai texani di mettere le tende alla sesta piazza della Western Conference. Gara tutta di carattere per la squadra di Gregg Popovich che, al solito, trova nella collettività il punto di forza: 7 giocatori in doppia cifra, con i 21 punti di DeMar DeRozan a fare da punta di diamante e gli 11 di Marco Belinelli, a impreziosire l’importante contributo della second unit. Le cose si complicano per Portland. Più della sconfitta che mette fine alla striscia positiva di 3 partite è l’infortunio di CJ McCollum a preoccupare, costretto ad abbandonare il match nel 3° quarto per un problema alla gamba sinistra, sofferto dopo una brutta caduta (esami più approfonditi in giornata). Inutili i 34 punti di Damian Lillard e i 24 con 16 rimbalzi di Jusuf Nurkic, rimasti troppo soli nell’ultima frazione, quando la difesa degli speroni ha definitivamente tolto linfa vitale all’attacco di coach Stotts. Dopo 36’ di puro equilibrio, San Antonio cambia marcia nei 12’ conclusivi, abbassando la saracinesca in fase difensiva e scaldando le mani in attacco, dove trova 36 punti (con 5 triple) che lasciano al palo gli avversari. La spallata decisiva alla tripla di Bryn Forbes (11) e al jumper di Derrick White (13) per il 100-92 a 1’10” dalla sirena finale. Dall’altra parte i Blazers si appoggiano sulle spalle del gigante Lillard. Il suo canestro per il 101-94, però, è subito vanificato dalla precisione ai liberi di White e Patty Mills (13), che mettono in ghiaccio il risultato con soli 31” rimasti sull’orologio.

San Antonio: BELINELLI 11 (3/5 da 2, 1/2 da 3, 2/2 tl, 4 rimbalzi, 1 palla rubata in 26’59”). DeRozan 21 (6/14, 9/10 tl), White 13, Gay 13. Rimbalzi: Aldridge 8, DeRozan 8. Assist: Mills 4.

Portland: Lillard 34 (10/19, 3/10 da 3, 5/5 tl), Nurkic 24, Hood 13. Rimbalzi: Nurkic 16. Assist: Lillard 5, McCollum 5.

Denver Nuggets-Indiana Pacers 102-100

A sole 48 ore dalla magia di Jokic che ha steso Dallas sulla sirena, questa volta tocca a Paul Millsap infilare il canestro decisivo che affonda i Pacers (44-26) e regala il sorriso ai Nuggets (46-22). La squadra di coach Malone centra così il terzo successo consecutivo, che dà una grossa iniezione di fiducia prima di una serie di 7 trasferte nelle prossime 9 partite. L’obiettivo rimane lo stesso: puntare alla vetta della Western Conference, col 1° posto di Golden State che rimane a 1 sola gara di distanza. Il tutto, con la consapevolezza di aver ritrovato la quadratura del cerchio in difesa, vero e proprio x-factor di gran parte della seconda metà di gara di Denver. Che macchia la prestazione rischiando di perdere la testa nelle battute finali, quando Nikola Jokic (26 punti e 7 rimbalzi) viene espulso per proteste. Dopo una brutta prima frazione, coi Pacers che volano sul 36-25, i padroni di casa fanno gli straordinari nel 2° periodo, per rimanere a galla sul 60-57 all’intervallo. Nella ripresa, però, i Nuggets mettono la museruola a Indiana: solo 27 punti col 30% dal campo concessi nei primi 15’ del 2° tempo, mentre i canestri di Jokic e Millsap (15+13 rimbalzi) valgono il 91-81 di vantaggio. L’espulsione di Jokic, però, fa tremare il Pepsi Center. Bojan Bogdanovic sale in cattedra guidando la rimonta, che si compie grazie a Myles Turner (15), autore del 100 pari a 28” dalla sirena. A far passare i brividi arriva il lay up di Millsap per il definitivo +2 con 7” rimasti. La tripla di Bogdanovic, dall’altra parte, trova solo il ferro.

Denver: Jokic 26 (9/14, 2/7 da 3, 2/2 tl), Murray 17, Barton 17. Rimbalzi: Millsap 13. Assist: Jokic 5, Barton 5, Plumlee 5.

Indiana: Young 18 (6/11, 2/4 da 3), Collison 17, Bogdanovic 16. Rimbalzi: Young 10. Assist: Matthews 5.

Utah Jazz-Brooklyn Nets 114-98

Tutto facile per i Jazz (40-29), che mettono sotto chiave il terzo successo consecutivo passando in casa sui Nets (36-35), costretti invece a cadere per la seconda volta di fila. A guidare la squadra di coach Snyder ci ha pensato il solito Donovan Mitchell (24 punti), in coppia con Rudy Gobert che ha fatto la voce grossa in area con 23 punti e 17 rimbalzi. Inutili, dall’altra parte, i 20 punti di D’Angelo Russell e i 22 di Spencer Dinwiddie, uniche note positive di un attacco da 34.7% totale dal campo, compreso il 33-3% dall’arco dei 3 punti. Eppure, l’avvio è tutto di Brooklyn. Utah sbaglia 8 dei suoi primi 10 tiri, lasciando agli ospiti il 19-11 di vantaggio dopo 7’. Poi la svolta: il break di 21-4 ribalta la situazione, con i Jazz che arrivano al giro di boa del 2° periodo sul 40-23, vantaggio mantenuto fino al 59-42 dell’intervallo. I canestri di Mitchell e Gobert abbattono il muro del +20 (75-49) nella terza frazione, facendo calare il sipario con largo anticipo.

Utah: Mitchell 24 (5/14, 4/7 da 3, 2/2 tl), Gobert 23, Favors 13. Rimbalzi: Gobert 17. Assist: Rubio 6.

Brooklyn: Dinwiddie 22 (4/10, 3/6 da 3, 5/5 tl), Russell 20, Pinson 12. Rimbalzi: Davis 11. Assist: Russell 4, LeVert 4.

Dirk Nowitzki, 40 anni, con Kevin Love, 30. Ap

Dirk Nowitzki, 40 anni, con Kevin Love, 30. Ap

Dallas Mavericks-Cleveland Cavaliers 121-116

Pur senza Luka Doncic, ai box a causa di una contusione al ginocchio destro, i Mavericks (28-41) riassaporano la vittoria, chiudendo una striscia negativa di 7 partite passando sul parquet di casa sui Cavaliers (17-53). A guidare i texani ci hanno pensato i 22 punti di Tim Hardaway Jr e i 14 di Dirk Nowiztki, di cui 10 nell’ultime frazione, che lo avvicinano di soli 3 punti a Wilt Chamberlain e al 6° posto nella classifica dei miglior marcatori di sempre. Il tedesco suona la carica dei texani e dell’American Airlines Center nei primi 5’ dell’ultimo periodo, quando corona con una tripla il break per il 112-96. Cleveland, guidata dall’ottimo Collin Sexton (28 punti, risponde con un break di 9-0 che vale il nuovo -3 (119-116) a 5” dalla sirena. Quando ai Mavs basta il 2/2 ai liberi di Devin Harris a far calare il sipario il sipario.

Dallas: Hardaway Jr 22 (4/9, 4/9 da 3, 2/2 tl), Kleber 18, Brunson 16, Powell 16. Rimbalzi: Kleber 12. Assist: Harris 9.

Cleveland: Sexton 28 (6/10, 4/7 da 3, 4/5 tl), Love 22, Osman 22. Rimbalzi: Love 12. Assist: Love 4, Osman 4, Sexton 4.

Washington Wizards-Memphis Grizzlies 135-128

Ci pensa un super Bradley Beal a regalare il successo ai suoi Wizards (30-40) sui Grizzlies (28-42). Il 2 volte All-Star ha messo a tabellino 40 punti, per la seconda gara consecutiva, impreziosendo il tutto con 7 assist e con un career high di 9 triple mandate a bersaglio. Memphis prova a rispondere affidandosi alle prove di Mike Conley (28) e Avery Bradley (21). Ma non è bastato. Washington spezza il lungo equilibrio solo negli ultimi 6 minuti: il primo strappo lo dà Beal, che dall’arco regala il 119-114. Vantaggio presto vanificato dalla reazione di Conley e Jonas Valanciunas (22), che tengono i Grizzlies sul -3 (131-128). Ammettere in ghiaccio ci pensano i liberi di Jabari Parker (20), per il +5 a 6” dalla fine.

Washington: Beal 40 (3/5, 9/12 da 3, 7/9 tl), Parker 20, Portis 18. Rimbalzi: Parker 11. Assist: Beal 7, Satoransky 7.

Memphis: Conley 28 (5/8, 3/7 da 3, 9/11 tl), Valanciunas 22, Bradley 21. Rimbalzi: Valanciunas 8, Noah 8. Assist: Conley 12.

New Orleans Pelicans-Phoenix Suns 136-138 (d.t.s.)

Più dei 40 punti di Devin Booker e dei 32 di Kelly Oubre, è un errore di calcolo a beffare, al supplementare, i Pelicans (30-42). New Orleans, infatti, viene battuta dal fallo tecnico subito per aver chiamato un time out, nonostante questi fossero ormai esauriti. I Suns (17-54) ringraziano mandando in lunetta il gioiello Booker, che infila il libero del 137-136 a 1 secondo dalla sirena che mette in ghiaccio dopo la tripla capitale di Josh Jackson (19) per il 136 pari. Inutili, in casa Pelicans, i 21 punti di Julius Randle i 15 con 11 rimbalzi di Anthony Davis e la quarta tripla doppia consecutiva di Elfrid Payton (16 punti, 13 rimbalzi e 16 assist), trascinatori del gruppone di 9 giocatori in doppia cifra.

New Orleans: Randle 21 (8/17, 0/3 da 3, 5/8 tl), Miller 16, Payton 16. Rimbalzi: Payton 13. Assist: Payton 16.

Phoenix: Booker 40 (9/18, 3/8 da 3, 13/18 tl), Oubre Jr 32, Jackson 19. Rimbalzi: Melton 8. Assist: Booker 13.

 Andrea Grazioli 

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Fonte: Gazzetta.it