Partita la sperimentazione del sistema ATM per le multe “a strascico”.

6 febbraio 2019 – 15:00

Occhio di Acquila: a Milano è partita la sperimentazione del sistema per il controllo del pagamento della sosta sulle strisce blu e gialle. Si tratta sostanzialmente di una telecamera in grado di leggere le targhe delle auto nel momento in cui le passa vicino. L’occhio di aquila, installato su una delle auto della flotta Atm, dialoga con il server che gestisce le targhe delle auto in sosta, determinando se il veicolo è in divieto o meno.


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Il funzionamento è simile a quello già utilizzato a Roma, e permette in breve tempo di controllare decine di veicoli. L’unica problematica nota fin’ora riguarda i permessi auto per disabili, assegnati alle persone fisiche e non legati alle targhe delle automobili. In questo caso dovrebbe scattare un’ulteriore controllo da parte degli addetti.

Ad oggi siamo ancora nelle fasi di sperimentazione dell’occhio di aquila, che potrebbe durare un mesetto. Solo dopo le opportune verifiche di funzionamento, il sistema incomincerà a inviare le eventuali multe. E’ chiaro allora il motivo per il quale sano stati messi in pensione il 15 Gennaio scorso i vecchi “gratta e sosta”: con i grattini non c’era corrispondenza tra pagamento e targa. E, se avete fatto caso, oggi i parcometri richiedono, oltre al pagamento, l’inserimento dei dati della targa.

Le polemiche riguardano ancora una volta il ruolo di ATM, che da azienda del trasporto pubblico sembra diventare sempre di più un organismo di controllo ed emissione verbali. Sia chiaro, i cosiddetti “ausiliari del traffico” esistono da anni, ma è giusto porsi almeno il dubbio se la stessa capacità tecnologia sia messa in atto anche contro i “furbetti” dei mezzi pubblici. I controlli sui mezzi di superficie sono sempre scarsi, e non è così raro vedere qualcuno scavalcare i tornelli della metropolitana.

Oltre ai numerosi autovelox, a Milano gli automobilisti dovranno verificare di aver pagato la sosta, ma anche controllare che il numero di targa sia stato inserito correttamente nel parcometro.


Fonte: Gazzetta.it