Sami Khedira, 31 anni, centrocampista della Juventus. getty

Sami Khedira, 31 anni, centrocampista della Juventus. getty

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La materia cambia, il titolo di studio resta. La Juventus è una squadra ad alto tasso di docenti universitari: se Chiellini e Bonucci possono dare lezioni di marcatura a Harvard (José Mourinho dixit dopo la vittoria bianconera a Old Trafford), il professor Sami Khedira, insignito ad honorem da Massimiliano Allegri dopo il gol al Sassuolo, può tenere corsi sugli inserimenti. Non è un mistero che il tecnico bianconero abbia un debole per l’intelligenza tattica del centrocampista tedesco: dipendesse da Max, Sami sarebbe in campo sempre, però i guai fisici che lo avevano risparmiato negli ultimi due anni, consentendogli di chiudere 2016-17 e 2017-18 con 46 e 39 presenze, lo hanno stoppato a lungo nel finale del 2018. «Sarà il nostro acquisto di gennaio» aveva vaticinato Allegri a inizio 2019, e Khedira con la prova del Mapei ha suffragato il convincimento dell’allenatore.

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CHE MEDIA IN A La specialità di Sami, ovvero la puntualità nei tagli verso la porta avversaria, è ciò che gli ha consentito di resistere agli avvicendamenti al timone (tra Germania, Stoccarda, Real Madrid e Juventus ha cambiato tanti tecnici, ma senza acciacchi è sempre stato considerato un titolare) e che lo rende indispensabile nella Signora di oggi, perché nessun’altra mezzala s’inserisce e va a bersaglio quanto lui. Khedira in A ha fatto 21 reti in 85 gare, una ogni 4 partite. In Champions però non ha mai segnato in bianconero e nemmeno all’Atletico, affrontato spesso (13 volte) negli anni madrileni.


LEADER E CUORE D’ORO«Sami – racconta Danny Galm, ex compagno di Khedira, ora allenatore dell’Under 17 dell’Hoffenheim – sa come si giocano le partite decisive ed è sempre concentrato sulla squadra. Nel 2014 poteva giocare la finale Mondiale con l’Argentina ma disse a Löw che non stava abbastanza bene. Solo i leader si comportano così. Lo conosco da quando eravamo compagni nelle giovanili dello Stoccarda. È sempre stato un ragazzo tranquillo, focalizzato sul calcio. Lo ricordo lavorare ore per migliorare e fare esercizi extra, anche a livello mentale. Ai tempi, solo pochi calciatori lo facevano». Khedira ha anche un cuore d’oro: con la sua fondazione, nata nel 2014, si occupa in particolare di bambini disagiati: nel 2017 ha comprato 1200 biglietti da regalare a 15 istituti di beneficienza per Germania-Norvegia giocata a casa sua, Stoccarda, e nel 2018 ha finanziato la scuola a 120 ragazzi. Khedira è nato con le stimmate del primo della classe, non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare. Quest’anno ha giocato 14 volte (11 da titolare) di cui solo 4 insieme a Dybala (che ha segnato solo quando Sami non c’era). Difficile che Allegri rinunci al suo professore nel crocevia della stagione. Quando ha schierato Mandzukic, CR7 e Khedira insieme, per completare il tridente il tecnico ha scelto 3 volte su 5 Bernardeschi (1 Douglas e 1 Dybala): un indizio per il Wanda Metropolitano?

 Fabiana Della Valle 

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Fonte: Gazzetta.it