Il gol del 2-1 di Asensio. Ap

Il gol del 2-1 di Asensio. Ap

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Le grandi squadre sono così. Soffrono, amministrano, reagiscono, colpiscono. E alla fine vincono. Ajax-Real Madrid, andata degli ottavi di finale di Champions, si potrebbe brevemente riassumere così, ma sarebbe un’ingiustizia per i giovani Lancieri. Per un’ora, infatti, è il calcio olandese a riempire gli occhi di tutti per intensità, coraggio e coralità. Uno spettacolo. Ma non abbastanza per fermare i campioni d’Europa. Finisce 2-1 per la squadra di Solari, uscita definitivamente dalla crisi e già più vicina ai quarti di finale. Ma l’Ajax dà l’impressione di aver sfornato un altro carico di pezzi pregiati, come a inizio anni Duemila con la generazione degli Ibrahimovic, Sneijder, Van der Vaart e compagnia. Aspettare per credere.

che ritmo — Ten Hag rinuncia al centravanti, Huntelaar e Dolberg vanno in panchina. Nel Real continua il momento no di Marcelo, cui viene preferito Reguilon, come nel derby con l’Atletico. Torna titolare Bale, escluso Vazquez. Varane dà forfait, c’è Nacho in mezzo alla difesa con Sergio Ramos. La Johann Cruijff Arena è caldissima, ma per un minuto cala il silenzio: l’omaggio a Emiliano Sala, attaccante argentino morto in volo sulla Manica è commovente. Poi a prendere la parola è il calcio. Quello dell’Ajax, organizzato, aggressivo e veloce, con l’indemoniato Van de Beek sugli scudi. Si muove tra difesa e mediana del Real, il 21enne al servizio di Ten Hag: non lo prendono mai e lui sradica palloni a tutti. I Lancieri hanno un ritmo forsennato. L’approccio spagnolo, invece, assomiglia a quello di un pugile esperto che cerca di far sfuriare l’avversario più giovane senza riportare eccessivi danni in avvio. Per 5′ il Real non esce letteralmente dalla propria metà campo. La prima volta che lo fa, però, trova subito spazi interessanti: Bale al 7′ saggia i riflessi di Onana, bravo a bloccare in due tempi, dopo un contropiede condotto da Modric. La risposta dei padroni di casa è in un diagonale di Mazraoui da buona posizione, su accelerazione di Tadic, con palla sporcata da Vinicius sul fondo. L’Ajax ha il baricentro altissimo, ma si espone molto alle ripartenze ospiti: Vinicius al 14′ obbliga Onana alla deviazione in corner. Il brasiliano, a dispetto dell’età, è uno dei pochi (con il solito Modric) tra i blancos a non soffrire la pressione olandese. Che continua martellante, seppur con qualche piccola pausa in più. Al 26′ Sergio Ramos perde il duello con Tadic, che calcia cadendo: Courtois battuto, ma la palla sbatte sul palo.


grazie var — Dieci minuti dopo, il portiere belga salva su Ziyech, ma sul corner successivo la combina grossa: perde palla sul colpo di testa di De Ligt e viene beffato dal tap in di Tagliafico. Uno a zero? No, perché dagli ottavi c’è il VAR: Tadic ostacola Courtois ed è in leggero offside sul colpo di testa di Tagliafico. Gol annullato. Il Real si salva, ma arriva al gong dell’intervallo barcollando sotto i colpi dei Lancieri: nel recupero Courtois respinge la punizione di Schone.

cinismo — Una magia di Modric di tacco apre il secondo tempo: è il 51′, Carvajal poi centra per Benzema, ma Onana inchioda a terra la stoccata del francese. Sul ribaltamento di fronte, palla sontuosa di Van de Beek per Neres che scappa veloce, ma con il suo piede debole (il destro) fa il solletico a Courtois. È la classica sliding door, perché Vinicius al 60′ si accende, fa fuori mezza difesa di casa e offre a Benzema la palla del vantaggio. Il francese ringrazia spedendola all’incrocio col destro. Il killer istinct del grande attaccante, il cinismo della grande squadra. La Johann Cruijff Arena incassa il colpo e l’Ajax per qualche minuto perde la trebisonda.

reazione e controreazione — Ma i ragazzini di Ten Hag hanno carattere. Il tecnico inserisce Dolberg per dare peso all’attacco e passato lo smarrimento, Neres sfonda a sinistra e pesca Ziyech sul dischetto del rigore: piatto destro di “riveriana” memoria a prendere in controtempo Courtois e pareggio. Manca un quarto d’ora, troppo per mollare gli ormeggi. Il Real lo sa, Solari si gioca la carta Asensio e riporta la bilancia della partita dalla sua. All’87’, su cross di Carvajal, Onana va a vuoto e l’ex Maiorca è ben appostato per il 2-1. Seguito dal cartellino giallo tattico del furbo Sergio Ramos: era diffidato, salta il ritorno. Meglio che portarsi il conteggio dei gialli al turno successivo. Lo aveva già fatto una volta, proprio qui ad Amsterdam. Dove il Real ha sempre vinto e non smette di farlo, anche perché Dolberg si mangia al 93′ la palla del 2-2.

 Marco Guidi 

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Fonte: Gazzetta.it