Si è presentato sabato ai suoi nuovi Clippers infilando le triple decisive che hanno affossato i Celtics e coronato la rimonta più importante della storia della franchigia di Los Angeles. Il tutto con il solito volto calmo e il ghiaccio nelle vene: caratteristiche atipiche per un rookie, ma non per Landry Shamet. La sua maturità arriva da una scuola di vita durissima e iniziata sin da bambino, quando ha promesso alla mamma che, grazie al basket, si sarebbe preso cura di lei.

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Landry Shamet, 21 anni, con la nuova maglia dei Clippers. Ap

Landry Shamet, 21 anni, con la nuova maglia dei Clippers. Ap

inizi — Unico figlio di Melanie, madre single che passa le giornate tra diversi lavori per sbarcare il lunario. Cosa non sempre possibile: Landry conosce il significato del termine bancarotta già a 11 anni, quando si trasferisce dai nonni. “Sono cresciuto in fretta – raccontava a Slam Magazine -. Mia mamma si spaccava la schiena facendo pulizie e quando tornava a casa non aveva le forze per restare in piedi”. I sacrifici, però, si trasformano in carburante. Lo sport è il suo sfogo e la sua passione, che affronta con la voglia di mantenere la promessa fatta alla madre: “Un giorno giocherò in Nba, così mi prenderò cura di te”.


crescita — A Park Hill High School, Landry diventa uno dei migliori prospetti del Missouri. Compensa i limiti del fisico esile con intelligenza e mano fatata da 3 punti, caratteristiche che lo rendono un gigante. La sfortuna, però, lo investe a Wichita State con 2 brutti infortuni: al piede sinistro, durante il primo anno, e a quello destro nell’estate del 2017. Shamet, però, riesce a recuperare in tempo per la stagione della consacrazione, chiudendo il 2017-18 da leader della ACC Conference in assist e percentuale da 3 punti. I segnali lanciati sul campo sono più forti delle avversità: ad attenderlo c’è la Nba.

il sogno — Landry ci entra a giugno, chiamato dai Sixers con la scelta numero 26 al draft. Ad attenderlo a Phila c’è JJ Redick, uno dei suoi preferiti. Accanto a JJ diventa uno dei punti fermi della second unit di Brett Brown, ma la sua esperienza si interrompe dopo 54 partite: Landry è parte della trade che porta Tobias Harris a Philadelphia e che lo costringe a fare i bagagli per Los Angeles, sponda Clippers. Il biglietto da visita alla nuova squadra è il migliore possibile: 17 punti in 27’, comprese le triple che regalano la vittoria sui Celtics prima di ripetersi la scorsa notte, con 15 punti in 33’ contro i Wolves. Pur nel bel mezzo della ricostruzione per la prossima stagione (in cui L.A. vuole sognare in grande attirando 2 superstar nella free ageny estiva) i Clippers, come promesso da coach Rivers, non vogliono smettere di lottare. Proprio come Landry, che ha una promessa da continuare a mantenere…

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Fonte: Gazzetta.it