Sturaro con la maglia del Genoa

Sturaro con la maglia del Genoa

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L’amichevole giocata ieri pomeriggio da Sturaro a Pegli, in netto anticipo con i tempi previsti per il suo rientro in campo, chiarisce come l’obiettivo del Genoa di riportare a casa uno dei suoi giocatori-simbolo del settore giovanile non sia stato soltanto un tassello di una presunta operazione-nostalgia. Come già era accaduto con il ritorno di Criscito in rossoblù, la volontà di puntare di nuovo su un giocatore cresciuto nel Grifone, ma con un solido passato di prestigio (Sturaro ha messo insieme 90 presenze con la Juve, 17 delle quali in Champions), giustifica ampiamente l’investimento da complessivi 18 milioni per un giocatore comunque ancora molto giovane.

ECCELLENTE INVESTIMENTO — A venticinque anni, con il Grifone tatuato addosso, e la precisa volontà di lasciarsi in fretta alle spalle i guai al tendine d’Achille che lo hanno frenato nella prima parte di stagione, Sturaro rappresenta un eccellente investimento anche sul piano tecnico. Visto che, appunto, appena avrà ritrovato la migliore condizione fisica, Prandelli punta a farne un perno fisso del centrocampo al fianco di Radovanovic. Anche la storia dei suoi problemi fisici va ridimensionata. Tutto è nato da una tendinite curata in modo non appropriato, che ha generato uno stop lunghissimo dall’attività agonistica. Un problema, questo, ormai finalmente alle spalle. Sturaro garantisce che per lui la maglia del Genoa pesa il doppio rispetto ai suoi compagni e che spiegherà ai nuovi compagni cosa significhi il Grifone per i suoi tifosi. Nessuno meglio di lui e Criscito potrebbe riuscirci.


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 Filippo Grimaldi 

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Fonte: Gazzetta.it