Luciano Spalletti, 59 anni, allenatore dell’Inter GETTY

Luciano Spalletti, 59 anni, allenatore dell’Inter GETTY

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Non sarà un’ultima spiaggia, ma poco ci manca. L’Inter edizione 2019 non ha ancora vinto né segnato e domani sera a Parma Luciano Spalletti si gioca tanto, forse tutto. In un campo dove i nerazzurri storicamente faticano (14 sconfitte su 24 precedenti in Serie A al Tardini), sarà fondamentale ritrovare il successo, perché le inseguitrici per la Champions adesso corrono e si fanno sotto: “E’ lecito che tutto possa essere messo in discussione adesso – racconta Luciano Spalletti -, perché senza i risultati le parole stanno a zero. Però si rischia anche di fare confusione: ci sono cose dell’ultimo periodo che vanno difese, non è tutto da buttare. La squadra lavora sempre alla stessa maniera, alcune cose vanno ripetute mentre altre vanno certamente migliorate. I giocatori sanno di dover migliorare, tutti sappiamo che in ballo ci sono le sorti dell’Inter ma anche quelle della nostra carriera. Adesso serve una prestazione forte, quello che dobbiamo fare è bello chiaro. Contro il Parma dobbiamo fare risultato ma metterci anche dei contenuti. Servono risposte importanti da dare dentro la partita. Ora la situazione impone di fare risultati, velocemente”.

FUTURO — Dietro Spalletti c’è sempre l’ombra di Conte, ma Marotta anche dopo la sconfitta col Bologna ha difeso l’allenatore. “Il messaggio che ho ricevuto dalla società e da chi ho vicino quotidianamente è sempre lo stesso – continua Spalletti -. Noi ci siamo legati per tre anni in estate perché eravamo consapevoli di dover fare un percorso che avrebbe richiesto tempo per riuscire ad arrivare dove molti si aspettano e dove noi vogliamo. Per quanto mi riguarda le cose non sono cambiate. Se non sono cambiate nemmeno per la società mi fa piacere, ma nessuno può aiutarci nello sviluppo della partita, così come nessuno può fermarci. Per cui si va in campo noi per onorare la maglia, i tifosi, il club, me stesso, il rispetto per tutti quelli che lavorano nell’Inter”.


COSA MANCA — La prima cosa da recuperare sono i gol di Mauro Icardi, a secco da 6 partite di Serie A: “C’è da lavorare sulla testa di tutti, con urgenza. Quel che ci è mancato è un pezzetto delle nostre immense qualità. Ci è successo anche qualcosa che ci ha messo contro dei particolari o delle situazioni che hanno ancora peggiorato la nostra performance degli ultimi periodi: infortuni, squalifiche, qualche divagazione in conseguenza del mercato che non ci aiuta molto. Icardi è dentro queste cose. Il talento, il calciatore forte, quello che fa gol, viene sempre fuori con il lavoro di squadra. Se non funziona tutto non c’è bomber che possa rimettere a posto le sorti della squadra. Può fare un gol che può aiutare per una partita, ma è l’assieme che deve migliorare”.

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KEITA OUT — Intanto, però, Spalletti deve fare i conti ancora con le assenze. Politano è squalificato, Keita e Borja Valero ancora out per infortunio: “Keita ci sarà dalla prossima partita, gli manca ancora qualche giorno. Lui ha qualità che mancano a questa squadra: adesso ha solo 15-30 minuti nelle gambe. Anche Borja non ci sarà: bisognerà valutare bene, l’infiammazione persiste. Nainggolan? L’ho visto meglio con il Bologna e soprattutto negli ultimi allenamenti. Mi aspetto grandi cose da lui, una reazione importante: viste le esperienze vissute, può dare tanto a questa squadra, sa gestire le pressioni e deve metterle a disposizione della squadra”.

dal nostro inviato  Carlo Angioni 

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Fonte: Gazzetta.it