Somiglia al giovane Immobile, ricorda tantissimo Cutrone. Per caratteristiche, per fisicità, soprattutto per un innato killer «instinct». Il Torino si coccola Nicola Rauti, la prima punta della Primavera, a segno quattro volte nelle ultime cinque uscite tra campionato e Coppa Italia. In stagione ha già raccolto un bottino di dodici gol e sei assist. Mercoledì a Zingonia, nella semifinale di andata di Coppa Italia con l’Atalanta, è stato il migliore in campo del Toro, e ormai per lui iniziano a fioccare le osservazioni come le telefonate in società da parte dei direttori sportivi di altri club: a gennaio, ad esempio, è stato richiesto dall’Ascoli e dal Pescara. L’a.d. del Monza, Adriano Galliani, si è spinto ad offrire un milione di euro tondo tondo per portarlo in Brianza: il Toro ha ringraziato ma ha chiuso le porte. In inverno sta esplodendo il talento di Nicola Rauti.

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Nicola Rauti, 18 anni, attaccante della Primavera del Torino. LaPresse

Nicola Rauti, 18 anni, attaccante della Primavera del Torino. LaPresse

l’inter nel passato — Ma chi è Rauti? Originario di Legnano, appartiene all’eccellente generazione Duemila granata. Da bambino ha assaggiato l’Inter, facendo in tempo a fare il raccattapalle a San Siro, con tanto di foto-ricordo con il suo idolo Ibrahimovic. Quella nerazzurra è stata una parentesi breve, perché dall’Inter ricevette troppo presto la lettera dei saluti. Passato al Novara, gli sfiorò pure l’idea di smettere di giocare. La sua storia cambiò in un giorno di primavera del 2014, quando in un torneo Giovanissimi a Torino fu notato dall’occhio del direttore del settore giovanile del Toro, Massimo Bava. È stato amore a prima vista, e per Rauti il granata stata l’occasione della rinascita. Da quattro anni si allena al Filadelfia, è diventato un habituée delle nazionali giovanili (protagonista in estate ai Giochi del Mediterraneo), è ora nel giro dell’Under 19. Le parole d’ordine di Rauti? Due: lavorare tanto, stupire sempre.


cattivo e potente — Quello che colpisce di lui è come da quattro anni la sua crescita sia stata progressiva: lo scorso anno Bava decise di anticipare i tempi, facendogli giocare un anno in Primavera sotto età. Una mossa chiave: oggi è tra gli attaccanti italiani 2000 più forti, osservato da Mazzarri e già appetito sul mercato. A luglio il Toro ha premiato la sua esplosione con il primo contratto da pro (scadenza 2021). Chi lo conosce racconta come sia un ragazzo modello, con un’accentuata cultura del lavoro. Vive a Torino in convitto, dove non ha mai avuto comportamenti fuori dalle righe. Tecnicamente, è il prototipo della punta moderna: potente e reattivo nonostante non sia alto. Può giocare in tutti i ruoli dell’attacco. E sotto porta è cattivo come pochi. Il suo più grande pregio? Saper fare tanti gol. Mica male.

 Mario Pagliara 

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Fonte: Gazzetta.it