Marek Hamsik, 31 anni. Getty

Marek Hamsik, 31 anni. Getty

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La colpa è del maiale. E non è una battuta. Se la trattativa per la cessione di Marek Hamsik fra Napoli e Dalian Yifang si è arenata – per una questione di garanzie bancarie –, la frenata è dovuta alle ferie di Capodanno ancora in corso in Cina, per i festeggiamenti dell’inizio dell’anno del maiale. Un aspetto forse sottovalutato dagli intermediari di questa operazione. Ma se hai a che fare con Aurelio De Laurentiis non puoi ragionare superficialmente e sperare di concludere con una stretta di mano o giù di lì, perché hai già l’accordo col giocatore. Intanto lo slovacco non si sta allenando coi compagni e non sarà convocato per la trasferta di domani a Firenze.

CINGUETTII COME RUGGITI — ADL è uomo di comunicazione, che può essere discutibile nei modi ma sicuramente efficace. Fra i primi nel mondo del calcio italiano a intuire la potenzialità dei social, dal 2013 su twitter è stato un innovatore. Dal suo profilo, che conta oltre 640 mila follower, si è inventato anche le chat in diretta coi tifosi e sempre da qui ha annunciato l’ingaggio da Benitez in poi di tutti i suoi maggiori acquisti. Più che cinguettii a volte i suoi sembrano colpi di clava, ma raggiungono spesso l’obiettivo prefissato. Per cui quel tweet di mercoledì lanciato dal profilo del club avrà pure fatto storcere il naso, ma in quel modo un po’ brusco di fermare la trattativa senza manco citare l’interlocutore – col Dalian definito genericamente “ai cinesi” – ha fatto rimbalzare il messaggio forte e chiaro fino in Cina, senza bisogno di intermediazioni. E siccome Wang Jianlin, patron del Dalian e al momento uomo più ricco in Cina, questo affare vuol farlo, dopo quel cinguettio che fa l’effetto di un ruggito leonino la trattativa si è rimessa in moto su presupposti diversi.


LUXURY TAX — Già perché dalla Cina contavano di pagare 5 milioni per il prestito oggi e poi altri tre pagamenti dilazionati per il riscatto del cartellino. Questo per aggirare la luxury tax imposta dal governo cinese e che costringe i club calcistici a pagare una tassa equivalente alla spesa per ogni acquisto superiore ai 6 milioni. Dunque pagare 20 milioni subito per il Dalian significa spenderne 34. Perché tolti i 6 milioni di franchigia gli altri 14 da dare al Napoli raddoppiano per le tasse. E ADL non accetta ipotesi di prestito, perché ovviamente in caso di fatti imponderabili (infortuni, squalifiche) il riscatto del cartellino non sarebbe automatico.

GARANZIE FINANZIARIE — Per questo motivo, al di là della formula ufficiale del trasferimento, il Napoli ha chiesto subito oltre ai primi 5 milioni, una fideiussione per gli altri 15 garantita subito e senza vincoli di escussione. Con queste operazioni garantite il passaggio si farà e a quel punto la formula diventerebbe quasi secondaria per il Napoli, molto più importante per il Dalian sotto il profilo della tassazione. Solo che con le banche chiuse per i festeggiamenti, neanche per l’uomo più ricco di Cina spostare 20 milioni è roba che si risolve in poche ore. Serve un pizzico di pazienza in più per completare una operazione complessivamente da oltre 70 milioni. Tutta colpa del maiale.

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 Maurizio Nicita 

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Fonte: Gazzetta.it