Isco e Coutinho. Getty

Isco e Coutinho. Getty

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Sono del 1992, sono accomunati dal grande talento e da un po’ di tempo dallo stesso calcisticamente triste destino: fanno panchina. Isco e Coutinho, il nazionale spagnolo di maggior talento e il nazionale brasiliano che poco più di un anno fa è diventato il calciatore più caro della Liga: il Barça per strapparlo al Liverpool lo ha pagato 160 milioni, 40 dei quali variabili. Isco è costato molto meno, 30 kilos 6 anni fa, e col Madrid ha già vinto 4 Champions, giocando due finali da titolare.

VITTIME DEL 4-3-3 I due sono vittime di alcune rigidità tattiche, la gabbia del 4-3-3 che ciclicamente stringe nella sua poco accondiscendente morsa gente brillante che non rientra in una categoria o nell’altra. Quando arrivò al Madrid Isco era un pupillo di Florentino Perez e Ancelotti ebbe il suo daffare nel convincere il presidente che il ragazzino di Malaga con tutto il talento del mondo non aveva il dinamismo sufficiente per stare nei 3 del mezzo, e finì col preferirgli Di Maria (con Xabi Alonso e Modric). Lo stesso discorso abbracciato da Benitez, che capì immediatamente di non poter rinunciare ai muscoli di Casemiro (con Kroos e Modric).


ADDIO BBCZidane è riuscito a far giocare Isco frantumando le tavole sacre della BBC (Bale-Benzema-Cristiano) e passando al 4-3-1-2 solo perché il gallese di cristallo si è rotto a ripetizione. Con la vendita di Ronaldo Lopetegui, che già l’aveva fatto in nazionale, ha dato a Isco le chiavi del Madrid. L’improvvida appendicite del ragazzo ha fatto saltare i piani e la panchina dell’ex c.t.: i blancos sono entrati in una dinamica negativa e dopo la manita nel Clasico Lopetegui ha lasciato il posto a Solari. Che ha altre idee: vuole esterni rapidi e usa Lucas Vazquez, Bale e Vinicius. E in mezzo quando non ha Kroos o Modric preferisce Valverde e Ceballos. Anche perché la relazione con Isco si è rapidamente deteriorata, e «Non sarà facile ricomporla» come ha ammesso pubblicamente con fredda sincerità il capitano Sergio Ramos giovedì. Isco è stato titolare 10 volte su 30 in questa stagione: 8 con Lopetegui e appena 2 (su 16) con Solari.

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COU SUPERATOAnche Coutinho era titolare. Approfittava del pessimo rapporto di Dembélé con la sveglia e delle sue difficoltà alimentari-disciplinari. Poi si è fatto male e il francese è stato rimesso in riga: il talento non gli è mai mancato e, visto che ha caratteristiche che meglio si adattano a ciò che chiede Valverde, è diventato il partner fisso di Messi e Suarez. L’idea di usare l’ex interista nei 3 del mezzo, è naufragata: Coutinho agli occhi di Valverde non può competere con Rakitic, Vidal e Arthur. E così Cou non è titolare in Liga dal 2 dicembre, 4 partite, e all’orizzonte non si vedono grandi cambi.

FUTURO DIVERSO Anche perché tanto Isco come Coutinho quando giocano non producono le scintille che si potrebbero pretendere da chi che deve rimontare la corrente e guadagnarsi il posto. Appaiono apatici, svogliati, disinteressati. Per il futuro le strade percorribili dai due sembrano divise: Isco ha perso da tempo i favori di Florentino Perez e la cosa ovviamente apre scenari di mercato importanti, anche se bisognerà vedere chi allenerà il Madrid il prossimo anno. Coutinho è stato un investimento bestiale per i catalani che faranno di tutto per recuperarlo, a meno che il Psg o dalla Premier League non arrivino proposte indecenti.

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 

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Fonte: Gazzetta.it