L’arresto in Bolivia di Cesare Battisti riaccende i riflettori sul lungo elenco dei terroristi ricercati e latitanti.

Tra gli ex brigatisti rossi spicca Alessio Casimirri, condannato con sentenza definitiva per il sequestro Moro, latitante secondo le ultime notizie in Nicaragua, dove ha trovato rifugio anche Manlio Grillo, ricercato per il rogo di Primavalle, nel quale morirono i fratelli Mattei. E’ stato latitante anche il suo ex compagno di Potere Operaio Achille Lollo, per la precisione in Brasile, in cui nel 1993 il Tribunale supremo federale ha rigettato la richiesta di estradizione presentata dall’Italia. Per entrambi le condanne a 18 anni di reclusione sono cadute in prescrizione.

Sarebbe in Svizzera Alvaro Lojacono, coinvolto nei fatti di Via Fani, dove avrebbe anche acquisito la cittadinanza (con il nome di Alvaro Baragiola).

Come è noto il Paese simbolo per i latitanti legati al terrorismo rosso – anche in virtù della protezione giuridica dovuta alla cosiddetta dottrina Mitterrand – è la Francia, che nel corso degli anni ha ospitato vari personaggi. Tra questi Giorgio Pietrostefani, condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi; la primula rossa Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, sospettate di contatti con le nuove Brigate Rosse; Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese delle Br ‘Walter Alasia’, Roberta Cappelli, oggi architetto, della colonna romana. 

Nell’ambito del terrorismo nero uno dei latitanti di punta è stato, fino al novembre 2010, Delfo Zorzi, militante di Ordine Nuovo, condannato in primo grado all’ergastolo per la strage di Piazza Fontana e poi assolto in appello. Nel 1989 Zorzi è diventato cittadino giapponese con il nome di Roi Hagen bloccando così i tentativi di estradizione.

Fonte: ANSA.it